Sentenza del 21/12/2022 n. 6153 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio
Finanza locale - Imu-Ici - Agevolazioni ed esenzioni - Accertamento in rettifica - Immobili interessati da vincoli di interesse artistico, storico o paesaggistico - Pretesa impositiva - Provvedimento di annullamento parziale - Consegue - Diritto all'esenzione dal pagamento dell'IMU - Sussistenza dei presupposti per l'esenzione - Idonea prova - Mancante.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha ritenuto che il contribuente non abbia fornito idonea prova della sussistenza dei presupposti per l'esenzione. Sulla base dell'art. 2697 c.c. il giudice ha confermato che l'onere probatorio grava sul contribuente; in mancanza di documentazione e attestazioni che dimostrassero l'effettiva applicabilità dell'esenzione, il ricorso è stato respinto e l'accertamento (la pretesa impositiva) è stato confermato.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il contribuente contestava un accertamento in rettifica relativo all'IMU, sostenendo che gli immobili, essendo soggetti a vincoli di interesse artistico, storico o paesaggistico (d.lgs. n. 42/2004), potevano beneficiare dell'esenzione prevista dalla normativa sull'ICI/IMU. L'Amministrazione aveva avanzato la pretesa impositiva; il tema centrale è stato l'onere della prova sulla sussistenza dei presupposti dell'agevolazione.
Norme richiamate
d.lgs. n. 504/1992
Individua le ipotesi di esclusione/esenzione per particolari categorie di immobili; l'interpretazione operata dalla Corte richiede che il contribuente dimostri che l'immobile rientra nelle specifiche fattispecie agevolative.
d.lgs. n. 42/2004
Norme sul vincolo dei beni culturali e paesaggistici; il mero vincolo non è di per sé prova automatica dell'agevolazione fiscale, ma costituisce il presupposto soggettivo che va documentato e collegato alle condizioni di esenzione.
l. n. 160/2019
art. 1, co. 747, lett. a)
Disposizione normativa relativa alla disciplina IMU/agevolazioni contenuta nella legge di bilancio; utile per la cornice normativa dell'esenzione, va interpretata insieme alle regole sull'onere della prova.
codice civile
Stabilisce l'onere della prova: chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento. Applicato dalla Corte per affermare che il contribuente deve dimostrare l'effettiva spettanza dell'esenzione.
Massime di principio
- L'onere della prova spetta al contribuente: per ottenere l'esenzione IMU occorre fornire documentazione idonea a dimostrare che l'immobile rientra nelle ipotesi di esenzione (atti, certificazioni, provvedimenti della Soprintendenza o del Ministero, visure, documentazione sull'uso).
- Il vincolo di interesse storico/artistico o paesaggistico, sebbene rilevante, non determina automaticamente l'esenzione; è necessario dimostrare il collegamento con la specifica fattispecie normativa esentativa.
- In sede di contenzioso tributario la mancata produzione di elementi probatori concreti comporta il rigetto della domanda del contribuente e la conferma dell'accertamento.
- Prima di proporre ricorso, il contribuente dovrebbe acquisire e depositare certificazioni ufficiali (es. provvedimenti di vincolo, attestazioni di inalienabilità o di destinazione pubblica, autorizzazioni/contratti di gestione) che comprovino la sussistenza delle condizioni per l'esenzione.
- Se l'Amministrazione ha disposto un annullamento parziale dell'atto, rimane comunque a carico del contribuente la prova relativa alle parti per le quali reclama l'esenzione; l'annullamento parziale non solleva automaticamente dall'onere probatorio per le restanti contestazioni.
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