Cassazione Penale, Sentenza n. 10041/2026 del 16/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso deduceva due motivi: 1) violazione di legge per presunta mancata applicazione dei principi della sentenza Torreggiani da parte dell'ordinanza impugnata; 2) vizio della motivazione e travisamento dell'istruttoria con riguardo alla mancanza di acqua corrente nel carcere di S. Maria Capua Vetere, sostenendo che l'approvvigionamento era avvenuto tramite due pozzi, che l'allacciamento alla rete idrica è stato effettuato solo nel 2022 e che ai detenuti veniva fornita una bottiglia di acqua da 2 litri al giorno (due nella stagione estiva).
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Il primo motivo è stato ritenuto inammissibile per genericità e mancanza di specificità, in quanto si limitava ad enunciare principi generali senza confrontarsi con il percorso logico dell'ordinanza impugnata. Il secondo motivo è stato ritenuto inammissibile perché attiene ad un presunto travisamento dell'istruttoria e a vizi della motivazione, censure non proponibili nel ricorso ex art. 35-ter ord. pen., che è ammesso soltanto per violazione di legge. Conseguentemente l'ordinanza è stata confermata e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro tremila in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616, comma 1 cod. proc. pen.
Norme richiamate
Disciplina il ricorso relativo alle decisioni del tribunale di sorveglianza; il ricorso ex art. 35-ter è ammissibile solo per violazione di legge e richiede specificità nel motivo
art. 69, comma 5 (richiamo all'art. 35-bis)
Richiama la possibilità di ricorso per violazione di legge in relazione alle decisioni del tribunale di sorveglianza, delimitando la materia del sindacato in sede di cassazione
art. 35-bis, comma 4-bis ord. pen.
"la decisione del tribunale di sorveglianza è ricorribile per cassazione per violazione di legge"
Conferma che il sindacato in cassazione sulle decisioni del tribunale di sorveglianza è limitato alla violazione di legge, escludendo il sindacato ampio di merito o della motivazione
Riguarda i motivi di ricorso per cassazione relativi alla motivazione; tuttavia, censure di questo tipo (vizi della motivazione/travisamento) non sono proponibili nel ricorso ex art. 35-ter basato esclusivamente su violazione di legge
art. 616, comma 1 cod. proc. pen.
Consente la condanna del ricorrente alle spese processuali e il versamento, in favore della Cassa delle ammende, di una somma determinata in via equitativa in caso di decisione sfavorevole
Sentenza Torreggiani (giurisprudenza sui trattamenti carcerari)
Principi richiamati in materia di condizioni detentive e violazioni; la Corte però richiede che l'applicazione di tali principi sia collegata in modo puntuale e motivato ai fatti del singolo provvedimento impugnato
Massime di principio
- Il ricorso ex art. 35-ter ord. pen. è limitato a questioni di violazione di legge: non è il canale per rimettere in discussione la valutazione dei fatti o i vizi della motivazione del tribunale di sorveglianza
- Motivi generici che si limitano a richiamare principi giurisprudenziali (es. Torreggiani) senza applicarli specificamente al percorso logico dell'ordinanza sono inammissibili per mancanza di specificità
- Lamentare un travisamento dell'istruttoria o contestare la valutazione probatoria integra tipicamente un vizio di motivazione non proponibile nel ricorso ex art. 35-ter; tali censure richiedono un diverso rimedio o un diverso inquadramento giuridico
- Chi impugna deve collegare chiaramente e punto per punto le norme o i principi invocati con le determinazioni concrete dell'ordinanza impugnata, mostrando in che modo si è verificata la violazione di legge
- In caso di inammissibilità del ricorso il giudice può condannare il ricorrente al pagamento delle spese e disporre un versamento alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; quindi va valutato il rischio di conseguenze economiche sul ricorso mal confezionato
- Quando si deducono fatti materiali (es. condizioni dell'approvvigionamento idrico in un carcere e il momento in cui sono state risolte), è essenziale produrre e indicare prove documentali e collegare tali fatti alla conseguente violazione di norme afferenti i diritti dei detenuti
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