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Cassazione Civile, Ordinanza n. 28642/2021 del 18/10/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce dal rilascio, da parte di una Provincia, di una concessione in aumento della derivazione di acqua dalle sorgenti del fiume Peschiera in favore di un Comune, per una portata aggiuntiva di 60 l/sec rispetto a una precedente concessione di 20 l/sec. Una società idroelettrica a valle, poi succeduta da altra società, contestava il provvedimento perché il maggior prelievo avrebbe determinato sottotensione e quindi l'obbligo del Comune di corrispondere gli oneri relativi al pregiudizio subito dall'impianto a valle. Il Tribunale superiore delle acque pubbliche annullava il provvedimento provinciale nella parte incompatibile con tale assetto e accertava l'obbligo del Comune di pagare gli oneri di sottotensione per l'intera portata di 80 l/sec. Il Comune ricorreva per cassazione deducendo: difetto di giurisdizione del TSAP sulla domanda di accertamento dell'obbligo di pagamento, assumendo che la lite riguardasse rapporti tra concessionari; violazione delle norme sulla confessione e sul libero apprezzamento della prova, sostenendo che non vi fosse confessione né prova della sottotensione; omesso esame di un fatto decisivo, perché il pregiudizio a valle sarebbe stato contestato; violazione dell'art. 47 del R.D. n. 1775/1933, sostenendo che l'obbligo economico avrebbe potuto riguardare solo i 60 l/sec dell'aumento illegittimo e non anche i 20 l/sec già legittimamente concessi in precedenza.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato i primi tre motivi, ritenendo infondate le censure sulla giurisdizione, sulla valutazione delle dichiarazioni processuali e sul preteso omesso esame di un fatto decisivo. Ha invece accolto il quarto motivo, reputando corretta la doglianza secondo cui l'obbligo di corrispondere gli oneri di sottotensione non poteva essere riferito all'intera portata di 80 l/sec, ma soltanto all'incremento di 60 l/sec disposto con il provvedimento annullato, poiché la precedente concessione di 20 l/sec restava estranea all'aumento illegittimo. La sentenza impugnata è stata quindi cassata in relazione al motivo accolto e la causa rinviata al Tribunale superiore delle acque pubbliche in diversa composizione, anche per le spese.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 1, c.p.c.

    La censura di difetto di giurisdizione è stata ritenuta infondata perché la giurisdizione del giudice speciale delle acque si estende anche alle domande conseguenti di accertamento degli obblighi economici dipendenti dall'annullamento del provvedimento.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    È stata evocata per le censure di violazione di legge relative alla valutazione delle dichiarazioni difensive e all'applicazione dell'art. 47 del R.D. n. 1775/1933.

  • artt. 115 e 116 c.p.c.

    La Corte ribadisce che la violazione di tali norme è configurabile solo se il giudice utilizzi prove non dedotte, prove illegittimamente assunte d'ufficio o attribuisca efficacia di prova legale a elementi che non l'hanno; non per una mera diversa valutazione del materiale istruttorio.

  • artt. 228 e ss. c.p.c.

    Richiamati dal ricorrente per contestare l'asserita confessione, ma la Corte esclude che il TSAP abbia fondato la decisione su una confessione in senso tecnico.

  • art. 2731 c.c.

    Invocato dal ricorrente in tema di confessione; la Corte esclude che nel caso concreto si sia trattato di confessione giudiziale.

  • art. 47 del R.D. n. 1775/1933

    La Corte afferma che l'obbligo di corrispondere gli oneri di sottotensione va commisurato al solo aumento di derivazione illegittimamente assentito, non alla portata preesistente rimasta valida.

  • art. 143 del R.D. n. 1775/1933

    La giurisdizione di legittimità del TSAP comprende anche le domande di accertamento e risarcitorie connesse all'illegittimità del provvedimento amministrativo in materia di acque pubbliche.

  • art. 140 del R.D. n. 1775/1933

    Richiamato dal ricorrente per sostenere la diversa competenza del TRAP, ma la Corte non accoglie tale ricostruzione.

Massime di principio

  • In materia di acque pubbliche, la giurisdizione del Tribunale superiore delle acque pubbliche sulle impugnazioni di atti amministrativi si estende anche alle domande conseguenti di accertamento degli obblighi economici dipendenti dall'illegittimità dell'atto.
  • La violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. non può essere dedotta in cassazione come mero dissenso sulla valutazione delle prove, ma solo quando il giudice abbia utilizzato prove non introdotte dalle parti, prove acquisite al di fuori dei limiti legali o abbia attribuito efficacia di prova legale a elementi che ne sono privi.
  • Quando il giudice di merito interpreta dichiarazioni difensive delle parti, la censura di confessione è infondata se la decisione si fonda non su una confessione tecnica, ma sul complessivo contenuto degli atti e delle difese da cui emerga una non contestazione del fatto rilevante.
  • Gli oneri economici connessi alla sottotensione devono essere riferiti, in caso di annullamento parziale di un aumento di derivazione, al solo incremento illegittimamente assentito e non anche alla quota di portata già legittimamente concessa in precedenza.
  • Nel caso in cui un provvedimento amministrativo ampli la derivazione idrica rispetto a una concessione preesistente, l'accertamento dell'obbligo di indennizzo va calibrato sulla modifica effettivamente disposta dall'atto annullato e non sull'intera portata derivata complessivamente utilizzata.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizioneImpugnazioni
RamiProcesso civileEsecuzioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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