Cassazione Penale, Sentenza n. 00064/2026 del 02/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso contestava l'applicazione della misura di sicurezza personale dell'espulsione ex art. 235 cod. pen. nei confronti di Yassine, deducendo che tale misura è applicabile solo allo "straniero" o al "cittadino appartenente ad uno Stato membro dell'Unione europea" e non può essere irrogata a un soggetto avente la cittadinanza italiana; il ricorrente allegava quindi violazione della normativa di cui all'art. 235 cod. pen. e del principio di legalità sostanziale (art. 25, comma 3 Cost.).
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso ammissibile e fondato. Dagli atti è emerso che l'imputato ha acquisito la cittadinanza italiana con decreto del 22 aprile 2016 (ai sensi dell'art. 9 legge 5 febbraio 1992, n. 91). Poiché l'art. 235 cod. pen. è applicabile solo agli stranieri e ai cittadini UE, la misura di sicurezza dell'espulsione è inapplicabile a un cittadino italiano. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio limitatamente alla statuizione che disponeva l'espulsione; la statuizione di espulsione è stata eliminata, mentre il resto della sentenza resta valido.
Norme richiamate
La misura di sicurezza personale di espulsione/allontanamento è applicabile esclusivamente allo "straniero" e, con riferimento diverso, al cittadino di uno Stato membro UE (allontanamento). Non è applicabile al cittadino italiano.
Riferimento alla definizione del processo per patteggiamento; la statuizione impugnata è stata resa in procedimento definito ex art. 444, ma la misura di sicurezza è stata disposta al di fuori dell'accordo delle parti e dunque impugnabile.
art. 25, comma 3 Cost.
Principio di legalità penale; la limitazione della libertà personale può essere disposta solo se prevista dalla legge e secondo i limiti normativi. L'espulsione quale misura limitativa è soggetta a tale principio e non può essere applicata se la legge non la prevede per il soggetto (es. cittadino italiano).
Richiama il principio di legalità nella applicazione delle misure di sicurezza personali; la Corte lo evoca per sostenere l'inapplicabilità della misura di espulsione al cittadino italiano.
art. 9 legge 5 febbraio 1992, n. 91
Norma richiamata per attestare la modalità di acquisizione della cittadinanza (decreto) che, risultando dagli atti, esclude la condizione di straniero dell'imputato.
art. 606, comma 2 cod. proc. pen.
Norma di ammissibilità del ricorso per cassazione verso statuizioni che si pongono al di fuori dell'accordo delle parti; la Corte la utilizza per dichiarare ammissibile il ricorso.
art. 173, comma 1 disp. att. cod. proc. pen.
Richiamata per l'enunciazione del motivo di ricorso (formalità procedurale sull'esposizione dei motivi).
Massime di principio
- La misura di sicurezza dell'espulsione ex art. 235 cod. pen. può essere applicata solo a soggetti che siano stranieri o, diversamente disciplinati, cittadini di Stati membri UE per la forma dell'allontanamento; non è applicabile ai cittadini italiani.
- In caso di contrasto sulla cittadinanza dell'imputato, è necessario verificare il certificato anagrafico o altro titolo formale (decreto di cittadinanza) prima di irrogare misure limitative della libertà personale; se dagli atti risulta cittadinanza italiana, la misura di espulsione deve essere esclusa.
- Il principio di legalità (art. 25 Cost. e art. 199 cod. pen.) vieta l'imposizione di misure di sicurezza non previste per la specifica condizione giuridica della persona; il giudice che dispone una misura non prevista per il destinatario incorre in annullamento della statuizione relativa.
- Se una misura di sicurezza è stata disposta al di fuori dell'accordo delle parti in un procedimento definito ex art. 444 cod. proc. pen., tale statuizione è impugnabile e la Cassazione può annullarla senza rinvio limitatamente alla misura illegittima, lasciando inalterata la parte esecutiva compatibile della sentenza.
- In situazioni analoghe, la difesa deve documentare tempestivamente lo status di cittadinanza e proporre impugnazione quando il giudice dispone espulsione verso chi è cittadino italiano; l'azione più efficace è il ricorso per cassazione mirato all'eliminazione della misura di sicurezza illegittima.
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