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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9453/2022 del 21/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Femiano impugnava l'ordinanza di conferma del sequestro preventivo che aveva riguardato la somma di euro 1.500 ritenuta profitto di reato (reati contestati: artt.110 c.p., 4, 8, 10 d.lgs. n.74/2000). Il ricorso deduceva l'illogicità e la mancata motivazione in ordine alla sussistenza di elementi che dimostrassero il concreto apporto del ricorrente alla commissione dei reati tributari; lamentava che il Tribunale si fosse limitato ad elencare circostanze generiche (incontri con altra persona, un viaggio in Bulgaria, il ritrovamento della somma) senza spiegare il nesso funzionale tra tali elementi e la partecipazione dell'imputato, né la pertinenzialità della somma rispetto ai reati contestati, e senza valutare il periculum in mora necessario per giustificare il vincolo reale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per carenza di motivazione idonea a rendere comprensibile il fatto contestato e l'iter logico seguito dal giudice del merito. Ha rilevato che la motivazione era meramente apparente: il provvedimento non ha specificato l'apporto concreto del ricorrente ai reati, non ha collegato gli incontri e il viaggio con la condotta illecita, e non ha giustificato la pertinenzialità della somma sequestrata né il pericolo di reiterazione o il concreto rischio di confisca. Per tali ragioni la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Napoli competente ai sensi dell'art. 324 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 325 c.p.p.

    Regola il ricorso per cassazione contro i provvedimenti in materia cautelare; limita l'ambito del controllo in Cassazione alla violazione di legge, con particolare rilievo quando la motivazione sia del tutto assente o meramente apparente.

  • art. 324 c.p.p.

    Stabilisce la competenza e le modalità di rinvio per nuovo giudizio in caso di annullamento di provvedimenti cautelari, qui usato per rinviare il procedimento al Tribunale di Napoli.

  • art. 321, comma 2, c.p.p.

    Disciplina il sequestro preventivo relativo ai proventi del reato; richiede collegamento tra il bene vincolato e la fattispecie criminosa per giustificare la misura ablativa.

  • art. 12-bis d.lgs. n. 74/2000

    Norma del decreto legislativo sulla responsabilità tributaria e misure patrimoniali connesse; implicata nell'individuazione del profitto del reato tributario e della possibilità di sequestro.

  • artt. 4, 8, 10 d.lgs. n. 74/2000

    Prevedono specifiche ipotesi di reato tributario contestate all'indagato; la decisione richiede che sia dimostrato un minimo quadro indiziario collegato concretamente alla condotta dell'imputato.

  • art. 110 c.p.

    Regola la concorso di persone nel reato; la Corte ha ritenuto che il giudice di merito non abbia motivato come il comportamento del ricorrente integrasse un contributo concreto alla fattispecie associativa o partecipativa.

Massime di principio

  • Per il sequestro preventivo di proventi di reato è indispensabile una motivazione che colleghi specificamente il bene sequestrato alla condotta dell'indagato; non basta elencare circostanze generiche.
  • In sede di impugnazione per cassazione (art. 325 c.p.p.) si puo' dedurre violazione di legge quando la motivazione sia del tutto assente o meramente apparente; la Corte non riesamina i fatti ma verifica la presenza dei requisiti minimi di motivazione.
  • Il giudice del sequestro deve valutare le risultanze istruttorie almeno al livello di fumus commissi delicti e articolare chiaramente le ragioni per le quali ritiene possibile un evolversi del procedimento in senso favorevole all'accusa.
  • La valutazione del periculum in mora deve essere concreta: occorre indicare il rischio di prosecuzione dell'attività delittuosa o la concreta possibilità di condanna e confisca che giustifichino il vincolo reale.
  • Se la motivazione è insufficiente la Corte di Cassazione può annullare l'atto e rinviare per un nuovo giudizio al giudice competente, che dovrà integrare le valutazioni omesse.

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