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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31281/2022 del 22/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di revisione della condanna per il reato di associazione a delinquere (art. 416 c.p., capo D) fondata sul presunto contrasto fra giudicati: una sentenza di condanna (GUP Tribunale di Napoli, rito abbreviato) che aveva ritenuto che si commercializzassero polizze "genuine" ma ideologicamente false e una sentenza di assoluzione nei confronti dei coimputati (Tribunale di S.M.C.V., rito ordinario) che aveva ritenuto si trattasse invece di falsità materiale (art. 485 c.p.), reato poi depenalizzato. Il ricorrente sosteneva che la contraddizione riguardasse i fatti (modalità di produzione e commercializzazione delle polizze) e che, ai sensi dell'art. 630 c.p.p. lett. a), ciò giustificasse la revisione.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che non sussista un contrasto di giudicati idoneo alla revisione poiché le due decisioni vertono sulla qualificazione giuridica degli stessi fatti e non su una inconciliabilità ontologica dei fatti accertati. La Corte d'appello aveva analizzato le sentenze di merito e concluso che la falsificazione riguardava il contenuto intrinseco delle polizze più che il supporto cartaceo, quindi non emergeva una diversa realtà fattuale. La Corte di cassazione ha inoltre richiamato il divieto di riesaminare il merito delle valutazioni probatorie. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali; è stata dichiarata inammissibile la domanda dell'Associazione "Unione Casertana Antiracket" di condanna del ricorrente al rimborso delle spese di difesa sostenute in questo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen.

    Norma che definisce l'associazione a delinquere; la sentenza riguarda la responsabilità del ricorrente per un'associazione finalizzata a commercializzare polizze false/contraffatte.

  • art. 485 cod. pen.

    Falsità in scrittura privata; la depenalizzazione di taluni aspetti di questo reato era centrale nella ricostruzione difensiva che sosteneva l'assoluzione per i coimputati e la conseguente incompatibilità con la condanna del ricorrente.

  • art. 630 cod. proc. pen.

    Prevede la revisione delle sentenze irrevocabili per cause tra cui il contrasto di giudicati; il ricorrente aveva invocato la lettera a) per difetto di concordanza fra le decisioni.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che dispone la condanna alle spese processuali nel caso di rigetto del ricorso in cassazione; applicata al ricorrente.

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen. (modificato dalla legge n.46/2006)

    Limite del sindacato di legittimità sulla riconsiderazione del merito e delle valutazioni probatorie: la Corte non può sostituirsi ai giudici di merito nel valutare i fatti.

  • Giurisprudenza: Cass. Sez. 6, n. 15796/2014 e Cass. Sez. 1, n. 8419/2016

    Precedenti richiamati per stabilire che il contrasto di giudicati rilevante per la revisione richiede una inconciliabilità dei fatti accertati e non la mera diversa qualificazione giuridica degli stessi eventi.

Massime di principio

  • Per ottenere la revisione per contrasto di giudicati è necessario dimostrare una inconciliabilità oggettiva dei fatti accertati nelle decisioni, non una semplice divergenza nella qualificazione giuridica delle stesse condotte.
  • Se le sentenze descrivono la stessa realtà fattuale ma la qualificano diversamente (es. falsità ideologica vs falsità materiale), ciò in genere non basta per la revisione: conta che gli elementi di fatto risultino realmente diversi e incompatibili.
  • La Corte di cassazione non può rivedere valutazioni probatorie di merito: il ricorrente deve produrre elementi che, se accertati, dimostrino l'errore sui fatti e non solo un diverso esito applicativo della norma.
  • La depenalizzazione di un reato che figura nel tessuto fattuale può incidere sulla tenuta di reati connessi (es. associazione) solo se risulta che i fatti accertati nella sentenza favorevole escludono materialmente la condotta contestata nella sentenza di condanna.
  • Nelle strategie difensive conviene distinguere chiaramente tra contrasto di diritto e contrasto di fatto: per la revisione è fondamentale documentare punti fattuali specifici (date, modalità, responsabilità materiali) che siano effettivamente incompatibili con il giudicato di condanna.

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