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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15096/2024 del 11/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale del riesame del 16/11/2023 contestando: la qualificazione giuridica dei fatti (sostenevano che si trattasse di illeciti amministrativi ex art. 316-ter e non di truffa aggravata per erogazioni pubbliche ex art. 640-bis), vizi procedurali relativi a verbali e acquisizioni documentali non coperte da proroga delle indagini, violazioni delle garanzie difensive per l'audizione di neo-diciottenni (art. 63 cpv. 2 c.p.p.), carenza di motivazione sull'attualità delle esigenze cautelari e conseguente eccesso della misura, nonché la richiesta di riunione di procedimenti e rimessione alle Sezioni Unite in caso di contrasto di massime di diritto.

La decisione

La Corte ha rigettato i ricorsi. Ha confermato che il giudice del rinvio è vincolato al principio di diritto affermato dalla Cassazione nella precedente pronuncia che aveva qualificato i fatti come truffa aggravata ex art. 640-bis e associazione per delinquere, ritenendo infondati i primi tre motivi. Ha inoltre ritenuto inammissibili o non fondati i rilievi procedurali e quelli sulla mancata attualità delle esigenze cautelari: il Tribunale aveva motivatamente ritenuto che l'attività illecita fosse proseguita fino al 2022 e che la creazione di nuovi schermi societari mostrasse pericolo di reiterazione. Conseguentemente il rigetto dei ricorsi ha comportato la conferma dell'impianto accusatorio (organizzazione truffaldina e associazione per delinquere) e il mantenimento delle misure cautelari riformate dal Tribunale del riesame (per Eduardo Mondola sostituita la custodia in carcere con gli arresti domiciliari con specifiche prescrizioni; per Annunziata Liccardi sostituiti gli arresti domiciliari con l'obbligo di dimora nel comune di residenza). Il rigetto ha altresì determinato la condanna alle spese processuali ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen.

    Disciplina l'associazione per delinquere; la Corte ha ritenuto configurabile l'associazione quando è presente un'organizzazione stabile e uno scopo di commettere più delitti, come l'uso della libreria quale schermo e il coordinamento con intermediari

  • art. 640-bis cod. pen.

    Prevede la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche; la Corte di cassazione ha qualificato i fatti sotto questa norma perché gli indagati, con condotte decettive e false registrazioni, hanno indotto in errore l'ente erogatore ottenendo rimborsi per l'intero ammontare dei voucher

  • art. 316-ter (citato nel testo)

    Norma residuale che punisce alcune condotte decettive di minore rilevanza; il Tribunale del riesame in prima battuta aveva ritenuto applicabile questa fattispecie, ma la Corte ha invece valorizzato la sistematicità e l'articolazione della frode come compatibile con l'art. 640-bis

  • D.P.C.M. 15 settembre 2016 n. 187, art. 8

    Prevede controlli preventivi di rispondenza tra voucher e fattura (controlli effettuati da CONSAP e successivamente dal Ministero); la Corte ha ritenuto che tali controlli non escludano la possibilità che l'ente venga indotto in errore da un complesso sistema fraudolento

  • art. 407 comma 3 cod. proc. pen.

    Norma processuale richiamata rispetto ai limiti del giudice del rinvio e alla valutazione delle circostanze che la Cassazione aveva istruito; la Corte ha osservato che il giudice del rinvio è vincolato al principio di diritto affermato dalla stessa Cassazione

  • art. 505 cod. proc. pen.

    Richiamato in connessione con l'art. 407 c.3; concerne la valutazione delle acquisizioni istruttorie nel giudizio di rinvio

  • art. 63 comma 2 cod. proc. pen.

    Garantisce tutele per le persone ascoltate nell'ambito delle indagini; la Corte ha ritenuto che le audizioni successive siano state svolte con le garanzie di legge e che i soggetti abbiano rinunciato alla nomina del difensore confermando le dichiarazioni

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede le conseguenze economiche del rigetto del ricorso; il rigetto ha comportato la condanna alle spese processuali

  • art. 618 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dai ricorrenti (domanda di rimessione alle Sezioni Unite in caso di contrasto di massime di diritto); la Corte ha ritenuto tale richiesta inconcludente alla luce del vincolo del giudice del rinvio al principio già espresso

Massime di principio

  • Se la Corte di cassazione annulla per violazione di legge e precisa la qualificazione giuridica dei fatti, il giudice di rinvio è vincolato a quel principio e non può riesaminare la questione secondo criteri diversi, salvo sopravvenienza di nuovi dati rilevanti
  • Una condotta sistematica e articolata volta a monetizzare agevolazioni pubbliche mediante intermediari, false registrazioni e simulazioni di vendita può essere qualificata come truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis) e, se organizzata in forma associativa stabile, integra anche il reato di associazione per delinquere (art. 416)
  • La distinzione tra fattispecie amministrativa/residuale e truffa sostanzialmente dipende dalla presenza di atti o dichiarazioni false o di condotte idonee ad indurre in errore l'ente erogatore; controlli amministrativi preventivi non escludono automaticamente la possibilità di truffa quando l'ente è ingannato da un sistema complesso
  • Eccezioni procedurali riguardanti verbalizzazioni e audizioni (es. diritti di difesa di soggetti ascoltati) sono rilevanti ma, se le garanzie sono poi assicurate e le dichiarazioni confermate, non necessariamente determinano l'annullamento delle misure cautelari
  • La persistenza dell'attività illecita, l'uso di schermi societari e l'adozione di misure per eludere sospensioni amministrative costituiscono elementi importanti per valutare il pericolo di reiterazione e la necessità di misure cautelari, anche se di gravità differente

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