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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19908/2022 del 20/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

D'Aniello aveva chiesto, tra l'altro, la declaratoria di non esecutività di quattro sentenze di condanna contumaciali deducendone la nullità della notifica degli estratti di sentenza. Il Tribunale di Mantova rigettò l'istanza ritenendo l'eccezione preclusa per la conoscenza delle decisioni da parte del condannato, rilevata almeno dal 14/11/2019 (notifica del provvedimento di cumulo) e dalla successiva promozione di procedimento per riconoscimento della continuazione con riferimento a tre delle sentenze. In Cassazione il ricorrente denunciava violazione di legge per mancata verifica preliminare della regolarità della notifica degli estratti contumaciali, che avrebbe dovuto comportare la declaratoria di non esecutività in assenza di regolare notifica.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Ha rilevato che il Tribunale di Mantova non si è uniformato al principio secondo cui solo la notificazione dell'avviso di deposito con l'estratto di sentenza fa decorrere il termine di impugnazione delle sentenze contumaciali e che altri atti non possono sostituirsi a tale notifica. La Cassazione ha affermato che il giudice dell'esecuzione doveva preliminarmente verificare la rituale formazione del titolo esecutivo e la regolarità della notifica degli estratti contumaciali, anche esercitando i poteri istruttori ex art. 666, comma 5, c.p.p., e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Mantova per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 666, comma 5, codice di procedura penale

    Attribuisce al giudice dell'esecuzione poteri istruttori per accertare fatti rilevanti ai fini dell'esecuzione; va utilizzato per verificare la regolarità delle notificazioni degli estratti contumaciali prima di dichiarare l'esecutività delle sentenze

  • Sez. U, n. 35402 del 09/07/2003, Mainente

    Principio che la notificazione dell'avviso di deposito con l'estratto di sentenza è necessaria per la decorrenza del termine di impugnazione delle sentenze contumaciali e non può essere sostituita da altro atto

  • Sez. 1, n. 50471 del 14/09/2018, Manto

    Conferma il principio della non sostituibilità della notificazione dell'avviso di deposito con estratto con altri atti ai fini della decorrenza del termine di impugnazione

  • Sez. 6, n. 7706 del 11/11/2003 (dep. 2004), Burgio

    Ulteriore conferma giurisprudenziale del principio secondo cui atti diversi dall'avviso di deposito con estratto non possono essere considerati equivalenti ai fini dell'inizio del termine di impugnazione

Massime di principio

  • La decorrenza del termine di impugnazione per sentenze contumaciali è legata esclusivamente alla notificazione dell'avviso di deposito con l'estratto di sentenza; altri atti non possono sostituirsi a tale notificazione
  • Prima di dichiarare la esecutività di una sentenza contumaciale il giudice dell'esecuzione deve accertare la regolarità della notifica degli estratti contumaciali; in difetto deve effettuare gli accertamenti istruttori necessari (art. 666, comma 5, c.p.p.)
  • La prova della 'effettiva conoscenza' della sentenza da parte del destinatario non sostituisce l'obbligo della regolare notificazione dell'estratto ai fini della decorrenza dei termini e della validità del titolo esecutivo; la conoscenza potrebbe rilevare solo ai fini di una eventuale rimessione in termini per proporre impugnazione
  • In situazioni simili il difensore può e deve contestare la regolarità della notificazione degli estratti contumaciali e chiedere al giudice dell'esecuzione di compiere specifici accertamenti istruttori prima di riconoscere l'esecutività delle sentenze
  • Se il giudice omette tali verifiche, la decisione è vulnerabile di annullamento in cassazione con rinvio per un nuovo giudizio

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