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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36605/2022 del 28/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione per carenza di motivazione: il ricorrente contestava l'impossibilità di concorso tra i reati di rapina e tentata estorsione, sostenendo che la sottrazione dell'automobile e dell'orologio fosse finalizzata all'ottenimento del finanziamento oggetto della tentata estorsione e che la condotta dovesse essere valutata come unitaria e contestuale, con violenza e minacce dirette a ottenere il finanziamento.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e manifestamente infondato. Ha confermato che il Tribunale del riesame aveva adeguatamente motivato il concorso dei reati: anche se le condotte si sono svolte nello stesso contesto spazio-temporale, erano dirette a beni diversi e sorrette da intenzionalità e risoluzioni volitive distinte. L'impossessamento dei beni (automobile e orologio) è stato ritenuto un'iniziativa ulteriore che ha comportato diversa coartazione della volontà e un risultato patrimoniale distinto rispetto alla tentata estorsione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende; disposta la trasmissione di copia del provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario per gli adempimenti previsti dalle disposizioni attuative del codice di procedura penale.

Norme richiamate

  • Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8

    Richiamato come base per la modalità di trattazione del ricorso (procedure speciali/telematiche previste dal decreto durante il periodo emergenziale).

  • Legge 18 dicembre 2020, n. 176 (conversione del DL n.137/2020)

    Conversione normativa che ha mantenuto le disposizioni procedurali richiamate per la trattazione del ricorso.

  • Art. 616 cod. proc. pen.

    Predisposizione normativa utilizzata come base per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di ricorso inammissibile o manifestamente infondato.

  • Art. 94 disposizioni attuative cod. proc. pen., comma 1-bis e comma 1-ter

    Prevede gli adempimenti della cancelleria e l'inoltro al direttore dell'istituto penitenziario delle comunicazioni necessarie per l'esecuzione degli effetti del provvedimento, ivi inclusi quelli relativi alla possibile rimessione in libertà o ad altri effetti sulla detenzione.

  • Giurisprudenza: Sez. 2, Sentenza n. 4634 del 01/10/2020

    Principio richiamato secondo cui la tentata estorsione può concorrere con la rapina se le condotte, pur nel medesimo contesto spazio-temporale, hanno ad oggetto beni distinti e manifestano distinte intenzionalità e risoluzioni volitive.

Massime di principio

  • Il concorso tra tentata estorsione e rapina è possibile quando le condotte colpiscono beni diversi e sono sorrette da una diversa intenzionalità; la mera contestualità spazio-temporale non esclude la pluralità di reati.
  • La sottrazione materiale di beni che produce un risultato patrimoniale autonomo rispetto alla richiesta estorsiva può configurare un reato distinto e autonomo (rapina) rispetto alla tentata estorsione.
  • Per la valutazione del concorso di reati è decisiva l'analisi della volizione e dell'oggetto materiale di ciascuna condotta più che la loro contiguità temporale o la presenza di un unico episodio.
  • In Cassazione, i ricorsi che sollevano esclusivamente questioni di fatto o riesaminano fatti già adeguatamente motivati dal giudice di merito sono spesso dichiarati inammissibili o manifestamente infondati.
  • La Corte può condannare il ricorrente al pagamento delle spese e ad una somma alla Cassa delle Ammende se il ricorso è inammissibile: ciò mira a scoraggiare impugnazioni prive di fondamento.

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