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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47751/2022 del 16/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Con ordinanza del 22/10/2021 il giudice dell'esecuzione del Tribunale di Milano ha sollevato conflitto negativo di competenza rispetto al giudice dell'esecuzione del Tribunale di Arezzo. Il conflitto nasce dall'istanza ex art. 671 c.p.p. proposta da Fatnassi Mohamed Amine per il riconoscimento della continuazione in executivis tra più sentenze a suo carico. Il giudice di Arezzo, con ordinanza del 17/03/2021, aveva declinato la competenza; il giudice di Milano ha invece ritenuto competente il Tribunale di Arezzo ai sensi dell'art. 665, comma 4, c.p.p., sostenendo che la sentenza divenuta irrevocabile per ultima era quella del Tribunale di Arezzo del 13/06/2018 (irrevocabile il 10/07/2019), indicata nell'istanza, sebbene non ancora trascritta nel certificato del casellario giudiziale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha risolto il conflitto dichiarando la competenza del Tribunale di Arezzo quale giudice dell'esecuzione e ha disposto la trasmissione degli atti al medesimo Tribunale. La decisione si è basata sul principio della perpetuatio jurisdictionis: la competenza del giudice dell'esecuzione si determina in rapporto all'ultimo provvedimento irrevocabile esistente al momento della presentazione della domanda (deposito o ricezione del plico), e non muta per la successiva sopravvenienza di altri titoli. La Corte ha inoltre affermato che l'esistenza dell'ultimo titolo esecutivo non deve necessariamente risultare dal certificato del casellario giudiziale, potendo emergere anche da altra documentazione allegata all'istanza; resta quindi in capo al giudice dell'esecuzione l'onere di verificare la propria competenza.

Norme richiamate

  • art. 665 cod. proc. pen., comma 4

    Individua la regola di competenza del giudice dell'esecuzione in caso di pluralità di provvedimenti: la competenza si radica nel giudice dell'ultimo provvedimento irrevocabile al momento della domanda (principio della perpetuatio jurisdictionis).

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'incidente di esecuzione e la relativa istanza con cui l'interessato chiede pronunce in materia esecutiva; è la disposizione procedurale concretamente utilizzata per introdurre l'istanza che ha dato luogo al conflitto.

  • art. 28 cod. proc. pen., comma secondo

    Previsione normativa richiamata in tema di conflitto negativo di competenza (caso analogo): disciplina la competenza della Corte a decidere sui conflitti fra giudici.

Massime di principio

  • La competenza del giudice dell'esecuzione si determina in base all'ultimo provvedimento irrevocabile esistente al momento della presentazione della domanda e non cambia per l'eventuale sopravvenire di altri titoli esecutivi.
  • Il momento rilevante è quello del deposito della domanda in cancelleria o della ricezione del plico raccomandato: da quel momento si valuta quale fosse l'ultimo provvedimento irrevocabile.
  • L'esistenza dell'ultimo titolo esecutivo non deve risultare esclusivamente dal certificato del casellario giudiziale; possono essere valutate altre fonti documentali allegate all'istanza che riportino gli estremi della sentenza irrevocabile.
  • Spetta al giudice dell'esecuzione verificare d'ufficio la propria competenza alla luce della documentazione prodotta, non potendo rifiutarsi di esaminare elementi provanti l'esistenza del titolo solo perché non ancora iscritti nel casellario.
  • In caso di conflitto negativo di competenza tra giudici dell'esecuzione la Corte di Cassazione decide quale giudice sia competente, applicando il principio della perpetuatio jurisdictionis e richiamando la normativa sui conflitti di competenza.

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