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Cassazione Civile, Ordinanza n. 14093/2023 del 22/05/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (lavoratore)

La controversia

Una dipendente di un Comune aveva promosso giudizio per ottenere l'accertamento dell'illegittimità di una sanzione disciplinare irrogatale per avere effettuato un accesso ingiustificato alla documentazione del settore demografico dell'ente, documentazione non disponibile in ragione delle mansioni che svolgeva dopo il trasferimento ad altro ufficio, e per avere proseguito nella propria attività di ricerca e investigazione a sostegno di segnalazioni di presunti illeciti. Il Tribunale le aveva dato ragione, mentre la Corte d'appello aveva riformato la decisione ritenendo che la condotta non fosse coperta dall'esimente disciplinare prevista dall'art. 54-bis d.lgs. 165/2001, perché non riconducibile alla segnalazione di illeciti in modo tale da sottrarla alla reazione disciplinare del datore. Con il ricorso per cassazione la lavoratrice ha dedotto violazione e falsa applicazione dell'art. 54-bis d.lgs. 165/2001, sostenendo che tutti i presupposti dell'esenzione erano presenti: aveva appreso i fatti in ragione del rapporto di lavoro, la ricerca documentale era funzionalmente connessa alla denuncia, e l'assenza di fondatezza delle segnalazioni non poteva far venire meno la tutela, che dipende solo dall'assenza di intenti calunniosi o diffamatori.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il motivo: ha interpretato l'art. 54-bis d.lgs. 165/2001 nel senso che la protezione del dipendente pubblico che segnala illeciti copre anche le condotte di acquisizione di documentazione funzionalmente collegate alla denuncia, purché i fatti siano appresi in ragione del rapporto di lavoro, anche casualmente e non solo per l'ufficio formalmente rivestito, e purché manchi un intento calunnioso o diffamatorio. Ha quindi cassato la sentenza d'appello e, ritenendo non necessari ulteriori accertamenti di fatto, ha deciso nel merito annullando il procedimento disciplinare e la sanzione irrogata. Ha inoltre compensato le spese dei gradi di merito e condannato il Comune resistente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 54-bis d.lgs. n. 165/2001

    l'esonero da responsabilità disciplinare tutela il dipendente pubblico che segnali condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro; la protezione copre anche la ricerca di documentazione funzionalmente connessa alla segnalazione, senza che rilevi l'esito negativo dell'accertamento interno, salvo che la segnalazione sia sorretta da intento calunnioso o diffamatorio.

Massime di principio

  • La tutela del dipendente pubblico segnalante non richiede che la notizia dell'illecito derivi solo dall'ufficio formalmente ricoperto: è sufficiente che sia stata appresa in ragione del rapporto di lavoro, anche casualmente, in occasione o a causa delle mansioni svolte.
  • L'esimente disciplinare del whistleblowing si estende agli atti strumentali e funzionalmente collegati alla denuncia degli illeciti, compresa l'acquisizione di documentazione utile alla segnalazione.
  • L'assenza di riscontro positivo dell'illecito in sede interna non esclude, di per sé, la tutela del segnalante, poiché subordinarla all'esito dell'accertamento frustrerebbe la finalità di incentivare la collaborazione dei dipendenti.
  • La protezione viene meno solo quando la segnalazione sia sorretta da intenti calunniosi o diffamatori; in difetto di tale elemento soggettivo, la condotta non è sanzionabile disciplinarmente se inserita nel perimetro della denuncia di illeciti.

Come è indicizzato

MaterieLicenziamento
RamiLavoro
SottomaterieLicenziamento disciplinare
IstitutiBuona fede e correttezzaOnere della prova

Testo integrale

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