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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20505/2026 del 04/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore impugna l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva revocato la misura cautelare della custodia in carcere disposta dal GIP. L'atto di gravame sostiene violazione di legge e difetto di motivazione in quanto il Tribunale avrebbe superato la presunzione di sussistenza delle esigenze cautelari senza aver compiutamente valutato la personalità dell'indagato, i precedenti specifici e la sua stabile inserzione nel traffico di stupefacenti, il ruolo fiduciario ricoperto nell'associazione, l'ampiezza del mercato di riferimento e i possibili legami con altre organizzazioni criminali; inoltre il Tribunale avrebbe valutato solo il dato temporale (assenza di attività oltre agosto 2021) trascurando elementi di attualizzazione indicati dal GIP.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha affermato che, una volta accertati gravi indizi di colpevolezza, opera la presunzione semplice (art. 275, comma 3 c.p.p.) della sussistenza attuale e concreta delle esigenze cautelari e dell'adeguatezza della misura custodiale. Il Collegio ha censurato il Tribunale di Palermo per avere basato la decisione sostanzialmente solo sullo 'scorrere del tempo' senza svolgere un'adeguata valutazione complessiva degli elementi sintomatici della persistenza del pericolo di reiterazione (modalità della condotta, personalità dell'indagato, storia criminale, ruolo fiduciario, livello commerciale e matrice familiare dell'associazione). Per tali ragioni la motivazione è stata ritenuta gravemente viziata e l'ordinanza impugnata è stata annullata con rinvio al Tribunale di Palermo, in diversa composizione, per un nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    Stabilisce la presunzione semplice della sussistenza, in forma attuale e concreta, delle esigenze cautelari e dell'adeguatezza della misura custodiale una volta accertati gravi indizi di colpevolezza; tale presunzione può essere superata solo previa valutazione complessiva e motivata che consideri anche il tempo trascorso e gli elementi sintomatici della persistenza del pericolo di reiterazione.

  • legge n. 47 del 2015

    Modifica il testo codicistico in tema cautelare: il tempo trascorso dai fatti deve essere espressamente considerato dal giudice della cautela e può concorrere, se rilevante e non accompagnato da condotte successive, a far ritenere superata la presunzione cautelare.

  • Corte di cassazione, Sez. IV, 7 agosto 2025, n. 29237 (giurisprudenza citata)

    Conferma che, dopo accertamento di gravi indizi, opera la presunzione di esigenze cautelari attuali e dell'adeguatezza della custodia; la giurisprudenza richiede una valutazione complessiva e motivata per superare tale presunzione.

Massime di principio

  • Quando sussistono gravi indizi di colpevolezza opera una presunzione semplice della necessità della custodia cautelare; il giudice del riesame non può limitarsi a valorizzare esclusivamente il tempo trascorso tra i fatti e la misura.
  • Il tempo 'silente' può concorrere a superare la presunzione cautelare solo se è rilevante e non sussistono condotte successive o altri elementi sintomatici della pericolosità.
  • La valutazione deve essere complessiva: modalità della condotta, personalità dell'indagato, precedenti specifici, ruolo nell'associazione (soprattutto se fiduciario), livello e stabilità del mercato illecito e matrice familiare del sodalizio sono fattori significativi per l'attualità del pericolo di reiterazione.
  • Il giudice deve motivare espressamente il bilanciamento tra la presunzione cautelare e gli elementi attenuanti (tempo trascorso, assenza di attività recenti): motivazione carente o superficiale comporta annullamento e rinvio.
  • In ipotesi di inserimento stabile nel circuito criminoso e ruolo centrale/fiduciario, anche una lunga distanza temporale non è di per sé idonea a escludere il pericolo di reiterazione senza un approfondito esame degli altri elementi.

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