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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28328/2026 del 24/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il Tribunale di sorveglianza aveva dichiarato inefficace l'ordinanza con cui era stato concesso l'affidamento in casi particolari, perché dopo la concessione e prima della sottoscrizione del verbale di sottoposizione alle prescrizioni erano stati comunicati due diversi domicili rispetto a quello indicato nell'ordinanza, senza alcuna documentazione idonea a provare la provenienza delle indicazioni e la disponibilità dei luoghi. Il ricorrente ha sostenuto che il giudice di sorveglianza non avrebbe tenuto conto delle ragioni che avevano imposto la modifica del domicilio e che, in particolare, il domicilio finale presso la madre a Roseto degli Abruzzi avrebbe potuto essere verificato d'ufficio dal Tribunale, così da evitare la dichiarazione di inefficacia della misura. Chiedeva quindi l'annullamento dell'ordinanza impugnata.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto corretta la declaratoria di inefficacia della misura alternativa, poiché i domicili indicati erano di incerta provenienza e privi di documentazione comprovante sia la provenienza della comunicazione sia la concreta disponibilità degli immobili. Ha inoltre osservato che, prima della sottoscrizione del verbale di adesione alle prescrizioni, la misura non era ancora efficace ai sensi dell'art. 97 del d.P.R. n. 230 del 2000, sicché correttamente si è proceduto con l'inefficacia e non con la revoca. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 97 d.P.R. n. 230 del 2000

    La misura alternativa decorre dai suoi effetti solo dopo la sottoscrizione del verbale di adempimento/sottoposizione alle prescrizioni; prima di tale momento può essere dichiarata l'inefficacia dell'ordinanza concessiva.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e, salvo esonero, di una somma in favore della Cassa delle ammende.

  • art. 52 d.lgs. 196/03

    È disposto l'oscuramento dei dati identificativi in ragione della delicatezza delle condizioni di salute del condannato richiamate nel provvedimento.

Massime di principio

  • In materia di esecuzione delle misure alternative, la mancata sottoscrizione del verbale di sottoposizione alle prescrizioni impedisce ancora l'operatività della misura, con conseguente possibilità di dichiararne l'inefficacia anziché revocarla.
  • Quando i domicili indicati dal condannato risultano di incerta provenienza e non sono corredati da documentazione idonea a provare la disponibilità dei luoghi, il giudice di sorveglianza può legittimamente dichiarare inefficace l'ordinanza concessiva della misura alternativa.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile se si limita a prospettare doglianze generiche o manifestamente infondate rispetto a una motivazione coerente e logicamente fondata del giudice di sorveglianza.
  • La distinzione tra inefficacia e revoca della misura alternativa dipende dal momento in cui la misura inizia a produrre effetti: prima dell'avvio formale della misura opera l'inefficacia; dopo l'avvio, l'eventuale condotta incompatibile può fondare la revoca.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale

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