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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41737/2024 del 13/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per presunta carenza di motivazione dell'ordinanza che aveva respinto le richieste di misure alternative alla detenzione (affidamento in prova al servizio sociale, detenzione domiciliare, semilibertà). Il ricorrente contestava che il Tribunale non avesse considerato adeguatamente la relazione di equipe favorevole alla semilibertà, l'epoca remota di talune condanne (2006 e 2008), la possibilità di cure per la ludopatia anche fuori dal carcere e la sua situazione familiare positiva (nuovo figlio).

La decisione

Il giudice ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo che le censure mirassero a una rivalutazione in fatto e nel merito di elementi già presi in considerazione dal Tribunale di sorveglianza. Il rigetto delle istanze alternative è stato confermato perché il Tribunale aveva logicamente valutato la rilevante propensione a delinquere del ricorrente sulla base di precedenti e pendenze giudiziarie, nonché la sua insufficiente autocritica e adesione ai percorsi rieducativi. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen. comma e)

    art. 606, comma e), c.p.p.

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione; qui invocata per dedurre carenza di motivazione dell'ordinanza impugnata

  • Giurisprudenza - Sez. 1, n. 38953 del 18/06/2021

    Sez. 1, n. 38953 del 18/06/2021, Rv. 282146

    Principio secondo cui è giustificato un giudizio prognostico negativo sulle misure alternative quando il giudice di merito accerti una rilevante propensione a delinquere sulla base di precedenti e pendenze

  • Giurisprudenza - Sez. 1, n. 11573 del 05/02/2013

    Sez. 1, n. 11573 del 05/02/2013, Rv. 255362

    Indirizzo che richiede elementi positivi concreti per ritenere favorevole il giudizio prognostico sull'applicabilità delle misure alternative; la mera assenza di indicatori negativi non è sufficiente

  • Giurisprudenza - Sez. 1, n. 4553 del 21/06/2000

    Sez. 1, n. 4553 del 21/06/2000, Rv. 216914

    Conferma del principio che, in presenza di specifici e numerosi precedenti e pendenze, il tribunale può legittimamente negare misure alternative per fondato timore di recidiva

Massime di principio

  • Il giudice delle misure alternative valuta la concessione non solo in base all'assenza di elementi negativi, ma richiede elementi positivi concreti e attuali che rendano probabile il successo della misura e la prevenzione della recidiva
  • Precedenti penali significativi e procedimenti pendenti possono legittimamente determinare un giudizio prognostico negativo anche se alcune condanne sono remote nel tempo
  • La mera disponibilità del detenuto a svolgere attività lavorativa o la segnalazione favorevole di una equipe non prevalgono automaticamente su una comprovata propensione a delinquere; tali elementi devono essere concreti, verificabili e correlati a un effettivo percorso rieducativo
  • Le impugnazioni che chiedono una riconsiderazione in fatto degli elementi già valutati dal giudice di merito sono spesso inammissibili in sede di legittimità; il ricorso deve invece evidenziare vizi di motivazione ovvero violazioni di diritto
  • Per migliorare le chance di ottenere misure alternative è opportuno documentare in modo chiaro e concreto l'impegno terapeutico e riabilitativo, piani di lavoro realizzabili, supporti esterni effettivi e la diminuzione degli elementi prognostici di rischio

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