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Sentenza

Sentenza n. 13477/2026 - Roma, Sezione 3

Giustizia amministrativa202509864

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IIIOrdinanzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del TAR che aveva ordinato l’ottemperanza a una sentenza del Tribunale ordinario di Roma, nonostante la scadenza dei termini assegnati e l’inerzia del commissario ad acta originariamente nominato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (parte privata)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto un incidente di esecuzione nell’ambito del giudizio di ottemperanza già definito con sentenza del TAR Lazio n. 23514/2025, con la quale era stato accolto il ricorso volto a ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Roma, Sezione lavoro, n. 1661/2025, passata in giudicato. La precedente sentenza del TAR aveva assegnato all’Amministrazione un termine di 60 giorni per adempiere e, per il caso di ulteriore inerzia, aveva nominato commissario ad acta il direttore generale dell’Amministrazione resistente preposto alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, con facoltà di delega e senza compenso, assegnandogli un ulteriore termine di 60 giorni decorrente dalla scadenza del termine concesso all’Amministrazione, previa richiesta della ricorrente. Decorso anche il secondo termine senza evidenze di adempimento, il TAR aveva convocato il commissario ad acta per riferire sullo stato di esecuzione. Il commissario non è comparso all’udienza del 15 luglio 2026 e non ha fornito giustificazioni. La questione decisiva è stata quindi la necessità di assicurare l’effettiva esecuzione del giudicato mediante la sostituzione del commissario ad acta rimasto inerte.

La decisione

Il TAR ha ritenuto necessario sostituire il commissario ad acta originariamente nominato, poiché sia l’Amministrazione sia il commissario non avevano dato concreta esecuzione ai provvedimenti giudiziari entro i termini assegnati. In applicazione dell’art. 114 c.p.a., il Tribunale ha nominato in sostituzione il dirigente posto a direzione dell’Ufficio III della Ragioneria Territoriale dello Stato di Roma, con facoltà di delega e senza compenso. Il nuovo commissario dovrà dare esecuzione alla sentenza del Tribunale ordinario di Roma n. 1661/2025 entro 60 giorni decorrenti dalla comunicazione della presente pronuncia. Il provvedimento ordina all’autorità amministrativa di eseguire la decisione.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale dell’incidente di esecuzione e consente al giudice dell’ottemperanza di adottare le misure necessarie per assicurare l’esecuzione del giudicato, compresa la sostituzione del commissario ad acta che non abbia adempiuto ai propri compiti.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando l’Amministrazione non esegue il comando giudiziale entro il termine assegnato e anche il commissario ad acta originariamente nominato non provvede, il giudice può sostituire quest’ultimo con altro organo o dirigente idoneo a dare concreta esecuzione al giudicato.
  • La mancata comparizione del commissario ad acta convocato per riferire sullo stato dell’adempimento, in assenza di giustificazioni, costituisce un elemento idoneo a giustificarne la sostituzione nell’ambito dell’incidente di esecuzione.
  • La nomina del commissario ad acta può essere accompagnata dall’assegnazione di un termine specifico per l’adempimento, decorrente dalla comunicazione della pronuncia, e dalla facoltà di delega, senza attribuzione di compenso quando così stabilito dal giudice.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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