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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43639/2022 del 17/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Amato ha impugnato la conferma della condanna per tentata violenza privata denunciando la violazione dell'art. 650 c.p.p. e chiedendo l'improcedibilità del nuovo procedimento per precedente giudicato: in un altro processo era già intervenuta sentenza irrevocabile per il reato di minaccia basata sulla stessa frase contestata, sicché, secondo il ricorrente, i due procedimenti riguardano il medesimo fatto storico e la Corte d'appello ha erroneamente ritenuto i reati come concorso formale nonostante la minaccia sia elemento costitutivo della violenza privata

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, ritenendo che tra la precedente sentenza per minaccia e il procedimento per tentata violenza privata sussista identità storico-naturalistica del fatto. Poiché nella fattispecie si procede per tentata violenza privata (assenza dell'elemento evento), non vi è differenza rispetto al fatto già giudicato e quindi l'azione penale non poteva essere iniziata per precedente giudicato

Norme richiamate

  • decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176

    norma richiamata per la disciplina della discussione orale e della requisitoria scritta dinanzi alla Corte di cassazione; in questo procedimento è stata utilizzata la requisitoria scritta

  • art. 650 cod. proc. pen.

    richiamato nella censura del ricorrente in relazione al rigetto della richiesta di improcedibilità per precedente giudicato; la questione è stata valutata dalla Corte di legittimità sul presupposto dell'identità del fatto

  • art. 4 del Protocollo n. 7 alla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo

    garantisce il divieto di doppio processo per lo stesso fatto; richiamato nella prospettiva costituzionale di tutela del ne bis in idem

  • Sentenza Sezioni Unite Donati

    Sez. U, n. 34655 del 28/06/2005 (Donati)

    definisce la nozione di identità del fatto in chiave storico-naturalistica: l'identità sussiste quando c'è corrispondenza nella configurazione del reato considerando condotta, evento, nesso causale e circostanze di tempo, luogo e persona

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 200 del 2016

    ha ribadito l'adesione alla concezione storico-naturalistica dell'idem factum e la necessità di garantire che chi è già stato definitivamente giudicato non sia imputato per il medesimo fatto storico; ha richiamato il rapporto con l'art. 4 del Protocollo 7 CEDU

  • Giurisprudenza della Cassazione su reato complesso e pregiudicato

    tra le altre, Sez. 5, n. 48743 del 29/10/2014 (Flecchia); Sez. 5, n. 4404 del 18/11/2008 (Ricci); Sez. 5, n. 37567 del 04/04/2003 (Sivieri)

    principi secondo i quali la pronuncia irrevocabile su un reato integrante elemento di un reato complesso non sempre preclude la procedibilità per il reato complesso; il giudice, tuttavia, deve evitare duplicazioni di pena assorbendo o tenendo conto della precedente condanna nella commisurazione della pena per il reato complesso

Massime di principio

  • Per valutare il divieto di bis in idem occorre applicare il criterio storico-naturalistico dell'identità del fatto: verificare corrispondenza di condotta, evento, nesso causale e circostanze di tempo, luogo e persona
  • La condanna irrevocabile per un reato che sia solo elemento costitutivo di un reato complesso non sempre impedisce il successivo processo per il reato complesso; tuttavia il giudice deve evitare duplicazioni di pena assorbendo o tenendo conto della precedente sanzione
  • Se il reato successivo è una forma incompleta (es. tentativo) che non include un elemento presente nel reato pienamente consumato, potrebbe sussistere l'identità del fatto e quindi l'improcedibilità per precedente giudicato
  • La distinzione tra "idem legale" e "idem factum" è cruciale: non conta solo la diversa qualificazione giuridica, ma la corrispondenza empirica del fatto storico; pertanto anche reati con diverso inquadramento formale possono essere lo stesso fatto se coincidono gli elementi storico-naturalistici
  • In presenza di precedente giudicato, la difesa deve chiedere l'improcedibilità e il giudice di merito deve valutare l'identità del fatto; in sede di legittimità la Corte può sindacare i presupposti della decisione anche indipendentemente dalla motivazione data dal giudice di merito

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