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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39645/2024 del 29/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso lamentava che il Tribunale di Fermo, pur avendo condannato la Ghisalberti per reati di natura penal-tributaria (omesso versamento imposte e reati collegati), aveva omesso di disporre la confisca del profitto o del prezzo dei reati, nonostante l'obbligo normativo di pronunciare la confisca in caso di condanna per i delitti previsti dal d.lgs. n. 74/2000

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza del Tribunale limitatamente all'omessa pronuncia sulla confisca. Ha disposto il rinvio al Tribunale di Fermo, in diversa composizione, perché provveda sulla confisca del profitto o del prezzo dei reati commessi. La Corte ha richiamato l'obbligatorietà della confisca ex art. 12-bis d.lgs. 74/2000, la necessità di valutare prioritariamente la confisca diretta e, se impossibile, quella per equivalente, e ha escluso la possibilità di omettere la confisca se dai reati è derivato un risparmio di spesa (profitto)

Norme richiamate

  • d.lgs. 74/2000, art. 12-bis

    "è sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo"

    La confisca è obbligatoria in caso di condanna per i reati previsti dal decreto; è ammessa la confisca diretta ove sia possibile individuare prezzo/profitto, altrimenti la confisca per equivalente su beni nella disponibilità del reo. L'omissione è giustificabile solo se il delitto non ha prodotto alcun profitto o prezzo per l'autore

  • art. 322-ter cod. pen. (previsione previgente richiamata)

    La disposizione previgente aveva contenuto regole analoghe; la Corte rileva continuità normativa tra la previgente disciplina e l'attuale art. 12-bis, rafforzando il carattere obbligatorio della confisca nei delitti tributari

  • d.lgs. 158/2015 (integrazione normativa)

    Ha introdotto/ribadito l'attuale formulazione dell'art. 12-bis del d.lgs. 74/2000; la giurisprudenza interpreta tale modifica come conferma dell'obbligatorietà della confisca nei reati tributari

  • Corte di cassazione, Sez. III, 8 ottobre 2019, n. 41133

    Giurisprudenza richiamata per il principio che l'omissione della confisca è ammissibile solo nel caso in cui la fattispecie non preveda il conseguimento di profitto o prezzo dall'autore del reato

  • Corte di cassazione, Sez. III, 28 novembre 2016, n. 50338

    Conferma la necessità di disporre sempre la confisca nei reati tributari in caso di condanna, richiamando la continuità tra le norme succedutesi

  • Corte di cassazione, Sez. III, 27 gennaio 2020, n. 3165

    Stabilisce che la Cassazione, se rileva omissione della confisca, annulla parzialmente e rinvia al giudice di merito perché, con indagini che il giudizio di legittimità non può svolgere, accerti la possibilità di confisca diretta o, in subordine, per equivalente

Massime di principio

  • In caso di condanna per reati tributari previsti dal d.lgs. 74/2000, il giudice deve ordinare la confisca del profitto o del prezzo del reato salvo comprovata assenza di profitto o prezzo per l'autore
  • La confisca va prioritariamente eseguita in forma diretta (sui beni identificabili come prezzo/profitto) e, se ciò non è possibile, in forma per equivalente su beni nella disponibilità del condannato
  • L'omissione della confisca in sentenza di condanna è motivo di annullamento parziale da parte della Cassazione e comporta il rinvio al giudice di merito per accertamenti istruttori
  • Se i beni risultano intestati a terzi, il giudice deve valutare e motivare l'eventuale estraneità dei terzi: la presenza di terzi estranei legittima l'esclusione della confisca solo se l'estraneità è dimostrata
  • Nei riti di merito, bisogna documentare e motivare espressamente la decisione sulla confisca: l'assenza di motivazione costituisce vizio rilevante in sede di legittimità

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