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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 51246/2023 del 21/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Tavormina era stato imputato di estorsione consumata (capo A, novembre 2009, in danno del direttore Francesco Pecorelli, per indurlo a dimettersi e garantirsi la prosecuzione dell'appalto per la ditta Vivai Natura Verde) e di tentata estorsione (capo B, 2014, in danno del direttore Ivano Artolli, per impedire la riduzione dei corrispettivi contrattuali). Il GUP del Tribunale di Sciacca lo aveva assolto per entrambe le accuse ritenendo mancasse l'idoneità intimidatoria a coartare la volontà dei dirigenti del resort; il Procuratore generale ha impugnato e la Corte d'appello di Palermo, dopo rinnovazione dell'istruttoria, ha riformato assolvendo il GUP, dichiarando Tavormina responsabile per entrambi i capi e condannandolo. Tavormina ha ricorso in Cassazione denunciando vizi di composizione del collegio in fase d'appello, travisamento della prova e carenza di motivazione rafforzata della Corte d'appello (soprattutto rispetto alla sentenza assolutoria di primo grado), oltre a contestare il diniego delle attenuanti e il calcolo dei termini di prescrizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso: ha ritenuto infondato il motivo relativo alla composizione del collegio; ha accolto il motivo relativo alla carenza della "motivazione rafforzata" della Corte d'appello con riferimento all'estorsione consumata (capo A) e, considerata la prescrizione maturata nel frattempo, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente al capo A perché il reato si è estinto per prescrizione (e, conseguentemente, ha annullato le statuizioni civili connesse a quel capo). Ha invece rigettato il ricorso quanto al capo B, ritenendo adeguata la motivazione sulla sussistenza del tentativo di estorsione (idoneità intimidatoria ex ante) e dichiarando irrevocabile l'affermazione di responsabilità per il capo B. Ha disposto la trasmissione degli atti ad altra sezione della Corte d'appello di Palermo per la rideterminazione della pena relativa al capo B e ha condannato Tavormina alla rifusione delle spese di giudizio in favore delle parti civili (liquidate in euro 10.320, oltre accessori di legge).

Norme richiamate

  • art. 525 cod. proc. pen.

    La Corte valuta che la diversa composizione del collegio non comporta automaticamente nullità: la modifica legittima richieste di rinnovazione delle prove, ma l'escussione di un teste in diversa composizione non ha prodotto pregiudizio concreto nel caso (testimone si è avvalso della facoltà di non rispondere).

  • art. 190 cod. proc. pen.

    Richiamato insieme all'art. 495 per ricordare i poteri del giudice in ordine alla valutazione delle prove e alla rinnovazione dell'istruttoria.

  • art. 495 cod. proc. pen.

    Richiamato per confermare i poteri del giudice di merito nella valutazione del materiale probatorio anche dopo rinnovazione.

  • art. 157 cod. proc. pen.

    Norma richiamata nel conteggio delle sospensioni dei termini di prescrizione; utilizzata per determinare la decorrenza del termine prescrizionale.

  • art. 161 cod. proc. pen.

    Richiamata insieme ad altre norme per la determinazione delle sospensioni dei termini di prescrizione e per confermare la data di scadenza della prescrizione per il capo B.

  • art. 622 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione al rinvio al giudice civile: la Corte afferma che non è sempre necessario rinviare la parte civile al giudice civile quando l'annullamento penale dipende dalla prescrizione e dall'esito del ricorso penale.

  • art. 624 comma 1 cod. proc. pen.

    Citato nel testo come base per dichiarare l'irrevocabilità dell'affermazione di responsabilità in ordine al capo B; la Corte ha ritenuto sussistere il presupposto per dichiarare irrevocabile la condanna per la tentata estorsione.

Massime di principio

  • La Corte d'appello che riformi una sentenza assolutoria deve fornire una "motivazione rafforzata" e confrontarsi puntualmente con le ragioni che avevano condotto all'assoluzione in primo grado: la semplice diversa valutazione del merito non è sufficiente.
  • La modifica della composizione del collegio non determina di per sé la nullità degli atti: è necessaria la prova del pregiudizio o della specifica illegittimità procedurale, e le parti possono chiedere la rinnovazione delle prove.
  • Per il delitto di tentata estorsione è sufficiente, ai fini penali, che le condotte intimidatorie fossero idonee ex ante a coartare la volontà dell'altro contraente, anche se il soggetto offeso non si è poi effettivamente lasciato influenzare.
  • La prescrizione sopravvenuta può determinare l'annullamento senza rinvio della pronuncia penale relativa al capo estinto; in tali casi le statuizioni civili connesse a quel capo possono essere annullate e le parti civili possono perseguire il risarcimento in sede civile.
  • Nel conteggio della prescrizione è essenziale considerare correttamente tutte le cause di sospensione e applicare il principio del favor rei; decisioni interlocutorie di rinvio vanno valutate anche alla luce della composizione del collegio e delle richieste difensive.
  • Quando la Cassazione annulla parzialmente per vizio di motivazione e dichiara irrevocabile l'affermazione di responsabilità per altra fattispecie, gli atti possono essere rimessi alla Corte d'appello per la sola riforma del trattamento sanzionatorio, mantenendo ferme le statuizioni civili relative ai capi confermati.

Testo integrale

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