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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36783/2025 del 12/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di appello sostenendo la violazione di legge per omessa declaratoria di prescrizione. La questione riguarda l'applicazione dell'art. 157 c.p. per determinare il termine massimo di prescrizione del delitto di concorso in estorsione aggravata, con al contempo l'applicazione del regime previgente alla modifica introdotta dalla c.d. legge Cirielli (dicembre 2005), avendo i fatti ultime consumazioni fino al 1998. Si deduceva che, con le attenuanti ritenute prevalenti sulle aggravanti, il termine di prescrizione va calcolato con il massimale di pena risultante dall'applicazione del regime anteriore alla novella, e che tale termine si è estinto prima della sentenza di appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il motivo fondato: ha applicato il regime previgente alla legge Cirielli, considerando che il reato si è esaurito nel 1998 e che la normativa anteriore era più favorevole. Con le attenuanti prevalenti il termine massimo di prescrizione per il delitto di estorsione aggravata è stato valutato pari a 22 anni e 6 mesi; tale periodo è decorso a giugno 2021. Anche computando la sospensione del giudizio per il rinvio dall'8 luglio al 4 novembre 2013, la prescrizione si è perfezionata il 26 ottobre 2021, antecedentemente alla sentenza di appello del 7 novembre 2023. La sentenza di secondo grado è stata annullata senza rinvio perché il reato era estinto per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 157 cod. pen.

    È stato interpretato nel senso che il termine di prescrizione va calcolato con riferimento al massimo della pena applicabile; se, per effetto delle attenuanti prevalenti, il massimo deterrà è ridotto, va preso il nuovo limite inferiore per il calcolo della prescrizione.

  • Legge Cirielli (modifiche dicembre 2005)

    La Corte ha ritenuto applicabile il regime previgente alla modifica quando il fatto è stato consumato nel periodo anteriore alla novella e quest'ultima risulti meno favorevole all'imputato; in tal caso si applica la normativa più favorevole (principio di retroattività della legge penale più favorevole).

  • art. 8 L. 203/91 (attenuante collaborazione)

    La norma è stata richiamata perché al ricorrente era stata riconosciuta l'attenuante della collaborazione, contributo che ha inciso sulla prevalenza delle attenuanti rispetto alle aggravanti e dunque sul calcolo del termine di prescrizione.

Massime di principio

  • Quando intervennero modifiche legislative che aumentano i termini di prescrizione o il massimo della pena, va verificato se il fatto è stato consumato prima della novella: si applica la normativa più favorevole all'imputato (retroattività della legge penale più favorevole).
  • Se le attenuanti riconosciute prevalgono sulle aggravanti, per il calcolo della prescrizione si deve prendere a riferimento il massimo della pena risultante da tale valutazione di responsabilità, non il cumulo delle aggravanti non operative.
  • Il termine di prescrizione va computato tenendo conto di tutte le sospensioni e interruzioni del processo (es. rinvii), e la maturazione della prescrizione deve essere valutata alla data della pronuncia impugnata: se il reato è estinto per prescrizione antecedentemente alla pronuncia, la sentenza deve essere annullata senza rinvio.
  • In casi analoghi, documentare con precisione le date rilevanti (data ultima di consumazione del reato, date di sospensione/interruzione del processo, date delle pronunce) è essenziale per un corretto calcolo della prescrizione.
  • Le contestazioni di computo della prescrizione sollevate in cassazione possono condurre all'annullamento senza rinvio se risulta pacifico che la prescrizione si è verificata prima della sentenza impugnata.

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