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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13111/2024 del 29/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore della Repubblica ha impugnato l'ordinanza per incompetenza funzionale del giudice adito, sostenendo che, trattandosi di pluralità di provvedimenti e di una sentenza di appello che aveva riformato strutturalmente la decisione di primo grado, la competenza per l'esecuzione spettava alla Corte di Appello di Napoli. Esposito ha impugnato per vizio di motivazione: dopo la correzione di un errore materiale che aveva individuato una pena base meno severa, il giudice dell'esecuzione non avrebbe potuto mantenere immutata la pena finale per il reato continuato senza incorrere in palese incongruenza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso del pubblico ministero, osservando che, ai sensi dell'art. 665 cod. proc. pen., quando vi è pluralità di provvedimenti l'unico competente è il giudice che ha emesso l'atto divenuto irrevocabile per ultimo. Essendo la sentenza ultima irrevocabile quella della Corte di Appello di Napoli del 24/03/2022 che aveva riformato strutturalmente la decisione di primo grado, la competenza funzionale per l'esecuzione spettava alla Corte di Appello. L'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi alla Corte di Appello di Napoli. Il ricorso del condannato è stato dichiarato assorbito.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione al riconoscimento della continuazione tra reati separatamente giudicati in sede di cognizione; norma utilizzata per la questione sostanziale della continuazione, ma non decisiva sulla competenza per l'esecuzione.

  • art. 665 cod. proc. pen.

    Il comma 4 stabilisce che, in presenza di più provvedimenti da eseguire emessi da diversi organi, è competente il giudice che ha emesso l'atto divenuto irrevocabile per ultimo. Il comma 2 dispone che, se l'appello ha confermato la decisione di primo grado (o l'ha riformata soltanto in relazione a pena, misure di sicurezza o disposizioni civili), la competenza resta al giudice di primo grado; in ogni altro caso è competente il giudice di appello. La Corte ha applicato queste regole per individuare la competenza funzionale.

Massime di principio

  • Quando vi sono più provvedimenti esecutivi emessi da organi diversi, la competenza per l'esecuzione spetta al giudice che ha emesso l'atto divenuto irrevocabile per ultimo (art. 665, comma 4 c.p.p.).
  • Se l'appello ha confermato la decisione di primo grado o l'ha riformata solo in relazione a pena, misure di sicurezza o disposizioni civili, la competenza resta al giudice di primo grado (art. 665, comma 2). In ogni altro caso di riforma strutturale, la competenza è del giudice d'appello.
  • La competenza funzionale è questione assorbente, assoluta e inderogabile: può essere sollevata in ogni stato e grado e va esaminata prioritariamente dalla Cassazione.
  • La semplice correzione di un errore materiale operata dal giudice dell'esecuzione non modifica le regole sulla competenza quando, in precedenza, vi è stata una pronuncia d'appello irrevocabile che ha riformato strutturalmente la decisione di primo grado.
  • Se la Corte rileva incompetenza funzionale del giudice dell'esecuzione viene disposto l'annullamento senza rinvio dell'atto impugnato e la trasmissione degli atti al giudice competente individuato secondo le norme di cui all'art. 665 c.p.p.
  • Questioni di motivazione relative alla determinazione della pena possono restare assorbite quando la decisione di merito sulla competenza rende necessario il rinvio o il trasferimento degli atti al giudice competente.

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