Cassazione Penale, Sentenza n. 12798/2024 del 28/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte annulla senza rinvio la sentenza impugnata nei confronti di Borrelli Giovanni perché il reato è estinto per morte dell'imputato. Dichiara inammissibile il ricorso di Minichino Giovanni, condannandolo al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorsi sono proposti avverso la sentenza del 31/01/2023 della Corte d'Appello di Napoli. Per Borrelli si è preso atto della comunicazione del DAP attestante il decesso del ricorrente (17/06/2023), con conseguente estinzione del reato. Per Minichino il ricorso articolava due motivi: il primo sul giudizio di responsabilità (contestato come aspecifico dalla Corte suprema perché non affrontava le argomentazioni svolte alle pagg. 5-6 della sentenza impugnata), il secondo sul mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e sull'applicazione dell'art. 114 cod. pen.; la Corte ha ritenuto che il diniego delle attenuanti fosse adeguatamente motivato (richiamando gravità del fatto e personalità del ricorrente, pag. 7) e che il motivo di appello relativo all'art. 114 fosse generico e non meritevole di esame.
Norme richiamate
La Corte ha ritenuto che la doglianza sull'applicazione della circostanza attenuante ex art. 114 fosse formulata in termini generici e pertanto non idonea a ottenere un riesame; non è stata concessa attenzione a motivazioni generiche prive di specificità rispetto alla decisione impugnata.
Principio di estinzione del reato per morte dell'imputato
La Corte ha applicato il principio secondo cui la morte dell'imputato determina l'estinzione del reato e comporta l'annullamento della sentenza di condanna senza rinvio, posto che non vi sono più i presupposti per la continuazione del processo in ordine alla responsabilità penale.
Massime di principio
- La morte dell'imputato estingue il reato e impone l'annullamento della sentenza di condanna senza rinvio; il procedimento penale si chiude per quella posizione soggettiva.
- I motivi di impugnazione devono confrontarsi in modo specifico e puntuale con le argomentazioni contenute nella sentenza impugnata: censure aspecifiche o ricostruzioni alternative generiche possono essere dichiarate inammissibili.
- Il diniego di circostanze attenuanti è sindacabile solo se la decisione motivazionale è insufficiente o illogica; una motivazione che richiama la gravità del fatto e la personalità del reo può essere ritenuta congrua e sufficiente.
- Un motivo di appello che invoca l'applicazione di una norma penale attenuante (es. art. 114 c.p.) deve indicare in modo preciso i fatti o gli elementi di prova che giustificano la relativa valutazione, altrimenti non sarà esaminato.
- In caso di inammissibilità del ricorso la parte ricorrente può essere condannata alle spese processuali e a sanzioni pecuniarie come il versamento alla Cassa delle ammende.
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