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Sentenza

Sentenza n. 6807/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Terza) n. 03048/2025, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202508535

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: sentenza del TAR Lombardia che aveva accolto il ricorso contro il diniego parziale di accesso alla documentazione catastale relativa ad immobili di terzi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (società richiedente accesso)

Prevale il privato

La controversia

La società proprietaria di un immobile adibito a cinema aveva impugnato in sede tributaria l'accertamento catastale con cui l'Agenzia delle Entrate aveva rettificato la rendita dell'immobile. Nel corso del giudizio tributario aveva chiesto all'Agenzia, ai sensi degli artt. 22 ss. della legge n. 241/1990 e dell'art. 24, comma 7, della medesima legge, l'accesso alla documentazione catastale relativa al proprio immobile e ad altri immobili destinati ad attività cinematografica, ritenendola necessaria per la difesa e per valutare una proposta conciliativa. L'Agenzia aveva osteso soltanto la documentazione riguardante l'immobile della richiedente, negando quella relativa agli immobili di terzi. Il TAR aveva ordinato l'ostensione della documentazione residua. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze e l'Agenzia delle Entrate hanno appellato la sentenza deducendo, con il primo motivo, l'assenza di un nesso di strumentalità tra i documenti richiesti e le esigenze difensive, poiché la rendita era stata determinata mediante stima diretta e non mediante comparazione con immobili similari; con il secondo motivo, l'illogicità e l'erroneità della motivazione del TAR, sostenendo che l'Agenzia non avesse effettuato comparazioni ai fini della difesa nel giudizio tributario e che il riferimento ad altri immobili fosse irrilevante. Le amministrazioni hanno inoltre dedotto, in sostanza, l'irrilevanza della documentazione richiesta, mentre la società ha evidenziato che la stessa Agenzia aveva richiamato nelle proprie difese tributarie dati catastali e stime relativi ad altri cinema.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha preliminarmente ritenuto persistente l'interesse alla decisione dell'appello, nonostante la pendenza di un giudizio di ottemperanza relativo alla sentenza di primo grado, poiché l'eventuale riforma della sentenza appellata avrebbe potuto incidere sull'oggetto del giudizio di ottemperanza. Nel merito ha riunito e respinto i due motivi di appello. Sebbene la rendita dell'immobile fosse stata determinata mediante stima diretta, la stessa Agenzia delle Entrate aveva richiamato, nel giudizio tributario, rendite, dati catastali e stime di altri immobili adibiti a cinema, utilizzandoli per sostenere la correttezza della metodologia estimativa e del valore attribuito. Ne derivava un interesse diretto, concreto e attuale della società all'accesso alla documentazione relativa agli immobili così richiamati, in quanto strumentale alla difesa nel giudizio tributario. Il giudice amministrativo deve verificare soltanto l'esistenza di un nesso di strumentalità necessaria tra i documenti e la situazione giuridica da tutelare, senza anticipare la valutazione sull'ammissibilità, influenza o decisività dei documenti nel giudizio tributario. L'accesso difensivo non è subordinato né recessivo rispetto ai poteri istruttori del giudice tributario ed è uno strumento autonomo di tutela del diritto di difesa. Non è stato ravvisato neppure un controllo generalizzato sull'operato dell'amministrazione, riguardando l'istanza un numero determinato e limitato di immobili. L'appello è stato quindi rigettato, con compensazione delle spese del grado.

Norme richiamate

  • artt. 22 ss. l. 241/1990

    Disciplinano l'accesso documentale; l'accesso difensivo richiede un collegamento strumentale tra la documentazione richiesta e la situazione giuridica che l'istante intende tutelare.

  • art. 24, comma 7, l. 241/1990

    Consente l'accesso ai documenti amministrativi quando la conoscenza sia necessaria per curare o difendere i propri interessi giuridici.

Massime di principio

  • Nell'accesso documentale difensivo, il requisito della strumentalità è soddisfatto quando sussiste un collegamento necessario tra i documenti richiesti e la situazione giuridica che l'istante intende tutelare; l'accesso può essere escluso soltanto in presenza di un'evidente e assoluta mancanza di collegamento, tale da rendere pretestuoso o temerario l'esercizio del diritto.
  • Il giudice dell'accesso deve verificare l'esistenza del nesso di strumentalità tra documenti e finalità difensive, senza anticipare la valutazione sull'ammissibilità, sull'influenza o sulla decisività dei documenti nel giudizio nel quale l'istante intende utilizzarli.
  • Quando l'amministrazione abbia richiamato, nel giudizio tributario, dati catastali o stime concernenti immobili analoghi per sostenere la correttezza dell'accertamento impugnato, sussiste un interesse diretto, concreto e attuale del contribuente ad accedere alla relativa documentazione, anche se la rendita del proprio immobile sia stata determinata mediante stima diretta.
  • L'accesso documentale difensivo costituisce uno strumento autonomo di tutela del diritto di difesa e non è subordinato né recessivo rispetto ai poteri istruttori spettanti al giudice tributario.
  • La richiesta di documenti riguardante un numero determinato e limitato di immobili non configura, di per sé, un controllo generalizzato sull'operato dell'amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleAccesso difensivoAppello
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiTrasparenza e pubblicitàLegittimazione e interesse a ricorrereOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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