Sentenza n. 1745/2026 - Venezia, Sezione 4
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: non ammissione all’Esame di Stato all’esito delle prove preliminari, con impugnazione degli atti e dei verbali delle prove e della valutazione
Esito
La controversia
Il ricorrente, studente con disturbi specifici dell’apprendimento e candidato esterno presso un istituto di istruzione secondaria superiore, ha impugnato il provvedimento di non ammissione all’Esame di Stato per l’anno scolastico 2025/2026 e gli atti presupposti, compresi i verbali della commissione, le griglie di valutazione, i verbali delle prove scritte e orali e lo scrutinio finale. Dalla sentenza emerge che la contestazione riguardava l’esito negativo delle prove preliminari, sostenute senza l’adozione, o comunque senza l’adeguata applicazione, delle misure dispensative e compensative correlate alla condizione di disturbo specifico dell’apprendimento e previste nel piano didattico personalizzato. Con ordinanza cautelare il Tribunale aveva disposto la rinnovazione delle prove con l’adozione delle misure adeguate. Il ricorrente ha quindi chiesto, a completamento della tutela cautelare, l’ammissione alla sessione straordinaria dell’Esame di Stato.
La decisione
Il TAR ha deciso la controversia con sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., ritenendo integri il contraddittorio e l’istruttoria. Ha dichiarato cessata la materia del contendere, qualificando il ricorso e i motivi aggiunti come improcedibili, poiché l’istituto ha rinnovato le prove preliminari adottando le misure dispensative e compensative adeguate alla condizione di DSA del ricorrente e, all’esito positivo, lo ha ammesso all’Esame di Stato nella sessione straordinaria di settembre 2026. Tale sopravvenienza ha integralmente soddisfatto l’interesse sostanziale perseguito con il giudizio e ha superato le ragioni di contestazione della mancata ammissione. Le spese di lite sono state compensate tra le parti in ragione della natura degli interessi coinvolti e dell’esito complessivo del giudizio.
Norme richiamate
sentenza in forma semplificata
Il giudizio può essere definito in forma semplificata quando il contraddittorio è integro e l’istruttoria è completa, previa interlocuzione con le parti.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata
Consente l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte interessata.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
dati relativi alla salute
È richiamato quale base per la tutela dei dati personali sensibili connessi alla condizione di DSA del ricorrente.
Massime di principio
- La rinnovazione delle prove preliminari di accesso all’Esame di Stato, svolta con l’adozione delle misure dispensative e compensative adeguate alla condizione di disturbo specifico dell’apprendimento del candidato e conclusasi con l’ammissione all’Esame di Stato, determina la cessazione della materia del contendere nel giudizio contro la precedente non ammissione, quando soddisfa integralmente l’interesse sostanziale azionato.
- La sopravvenuta ammissione del candidato all’Esame di Stato, conseguita mediante la rinnovazione delle prove contestate, rende improcedibili il ricorso e i motivi aggiunti diretti contro la precedente decisione di non ammissione, poiché elimina l’utilità concreta di una pronuncia di annullamento.
- Il giudice amministrativo può definire con sentenza in forma semplificata una controversia in materia scolastica quando il contraddittorio è integro, la documentazione rilevante è stata acquisita e le parti sono state avvisate della possibile definizione ai sensi dell’art. 60 c.p.a.
- La rinnovazione della prova deve essere accompagnata dall’applicazione delle misure dispensative e compensative adeguate alla specifica condizione di DSA del candidato, secondo quanto previsto dal relativo piano didattico personalizzato.
Come è indicizzato
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