Cassazione Civile, Sentenza n. 4524/2021 del 19/02/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della delibera CONSOB che aveva irrogato a Vedovotto una sanzione pecuniaria (e sanzioni accessorie) per abuso di informazioni privilegiate in relazione alla vendita di azioni Safilo il 1° settembre 2014, contestando: a) l\'esistenza e la precisione dell\'informazione privilegiata (le trattative per la risoluzione anticipata della licenza Gucci sarebbero state solo in fase preparatoria); b) l\'esigibilità dell\'adempimento contrattuale che avrebbe obbligato alla vendita entro il 5/9/2014; c) l\'elemento psicologico (dolo vs colpa); d) la quantificazione della sanzione alla luce delle successive novellazioni legislative e del principio della lex mitior; e) la confisca del «prodotto» dell\'illecito (importo pari a euro 632.018,00) ritenuta eccessiva e contraria alla distinzione tra prodotto e profitto.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondati alcuni profili di censura: ha richiamato la giurisprudenza comunitaria e nazionale sul concetto di informazione privilegiata (anche fasi avanzate ma non perfette delle trattative possono costituire "informazioni precise") e ha confermato la valutazione di merito circa l\'uso dell\'informazione da parte del ricorrente sulla base della tempistica e delle modalità di vendita. Tuttavia la Corte ha accolto le doglianze relative all\'applicazione temporale della disciplina sanzionatoria (lex mitior) alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n.63/2019 e ha disposto la cassazione con rinvio della parte relativa alla determinazione della sanzione pecuniaria affinché la Corte d\'Appello, in diversa composizione, proceda a rimodulazione nel nuovo ambito edittale più favorevole. Inoltre, in ragione della pronuncia della Corte Costituzionale n.112/2019 che ha dichiarato l\'illegittimità della confisca obbligatoria del "prodotto" dell\'illecito, la decisione impugnata è stata cassata anche in relazione alla confisca e rinviata per nuovo esame (tenendo conto che la confisca non può avere la portata prevista dalla previgente norma). In sintesi: parte delle doglianze del ricorrente hanno avuto esito favorevole (in particolare su retroattività/quantificazione della sanzione e sulla legittimità della confisca), mentre il caso viene rinviato per rideterminare sanzione e profili di confisca; non è stata, invece, annullata la qualificazione di insider trading quale fatto fondante la responsabilità.
Norme richiamate
D.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF) art. 187-bis
art. 187-bis co.1 lett. a)
Norma che sanziona l\'abuso e la comunicazione illecita di informazioni privilegiate: la Corte ha applicato la nozione che comprende anche fasi avanzate, non definitive, delle trattative quando siano "precise" secondo la giurisprudenza UE
D.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF) art. 181
Definizione di informazione privilegiata: la Corte richiama principi UE secondo cui non è necessario che una informazione permetta di predire la direzione dell\'effetto sul prezzo; fasi intermedie di un processo possono essere "precise"
D.lgs. 12 maggio 2015, n. 72 art. 6 comma 2
art. 6, comma 2 D.lgs. 72/2015
Previsione che aveva escluso la retroattività delle norme più favorevoli: tale deroga è stata dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale n.63/2019; pertanto va applicata la lex mitior alle sanzioni amministrative di natura sostanzialmente penale
Legge 18 aprile 2005, n. 62 (art.9 comma 2) e D.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 art. 187-sexies
Disciplina originaria sulla confisca obbligatoria del prodotto e dei beni utilizzati: la Corte Costituzionale (n.112/2019) ne ha dichiarato l\'illegittimità nella parte in cui prevedeva confisca obbligatoria del "prodotto" (effetto punitivo sproporzionato); pertanto la confisca non può essere applicata nella misura prevista dalla previgente norma e va privilegiata la confisca del solo profitto
D.lgs. 10 agosto 2018, n. 107 (attuazione Reg. UE 596/2014) art. 4 comma 9
art. 4, comma 9 D.lgs. 107/2018
Revisione del quadro sanzionatorio nazionale per adeguamento al Regolamento UE n. 596/2014: ha ampliato il massimo sanzionatorio (da 3 a 5 milioni), ma non ha efficacia retroattiva nella fattispecie; comunque la Corte ha ritenuto irrilevante la novella ove essa non produce effetti in mitius
Regolamento (UE) n. 596/2014 e Direttiva 2003/6/CE e Direttiva 2003/124/CE
Regolamento UE n. 596/2014; Direttiva 2003/6/CE; Direttiva 2003/124/CE
Fonti UE interpretate dalla Corte di giustizia: definizione di "informazione privilegiata" non richiede che si possa prevedere con certezza la direzione dell\'effetto sui prezzi; le fasi intermedie di un processo che porta all\'evento rilevante possono costituire informazioni precise
Corte Costituzionale, sent. n. 63/2019
Corte Cost. 21 marzo 2019, n. 63
Dichiarata l\'illegittimità dell\'art. 6, comma 2, D.lgs. 72/2015 nella parte in cui escludeva la retroattività della norma più favorevole: impone l\'applicazione della lex mitior anche alle sanzioni amministrative a natura sostanzialmente penale
Corte Costituzionale, sent. n. 112/2019
Dichiarata l\'illegittimità costituzionale della confisca obbligatoria del "prodotto" e dei "beni utilizzati" ex art.187-sexies TUF: la confisca deve essere limitata al profitto (guadagno o perdita evitata), per ragioni di proporzionalità
Giurisprudenza Corte di Giustizia UE (es. C-628/13 e C-19/11)
Corte di giustizia UE, 11/03/2015, n.628; 28/06/2012, n.19
Principi interpretativi secondo cui informazioni inerenti emittenti o strumenti negoziati possono essere "precise" anche se non determinano in modo certo la direzione futura del prezzo; fasi progressive delle trattative possono essere considerate informazioni privilegiate
Massime di principio
- Una informazione può essere "privilegiata" anche se relativa a una fase avanzata ma non definitiva di una trattativa: non è necessario che esista un contratto perfetto in tutti i dettagli perché l\'informazione abbia carattere di precisione
- La valutazione dell\'abuso si fonda molto sulla tempistica e sulle modalità dell\'operazione: ordini di vendita improvvisi o a condizioni diverse dalle abituali possono costituire indizi forti di utilizzo dell\'informazione
- Il principio della lex mitior si applica anche alle sanzioni amministrative di natura sostanzialmente penale; perciò, se successivamente interviene una norma più favorevole, la sanzione va rideterminata nel nuovo ambito edittale
- La confisca non può essere estesa automaticamente al "prodotto" dell\'illecito quando ciò produca un effetto punitivo e sproporzionato: dopo la pronuncia costituzionale, va privilegiata la confisca del solo "profitto" (guadagno o perdita evitata)
- L\'esistenza di obblighi contrattuali che impongano la vendita non esclude automaticamente la responsabilità per insider trading; occorre valutare se fosse esigibile adempiere in una finestra temporale che evitasse l\'uso dell\'informazione privilegiata
- Nei ricorsi in materia di market abuse è essenziale documentare tempestivamente gli elementi di fatto e le prove: valutazioni probatorie del giudice di merito fondate su cronologia e modalità delle operazioni sono difficilmente rivedibili in Cassazione
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