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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37261/2022 del 03/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Sposato impugna la sentenza d'appello che confermava la condanna per bancarotta fraudolenta documentale (capo b). Denuncia vizio di motivazione per mancata dimostrazione dell'elemento psicologico (dolo) richiesto per la fattispecie contestata e contesta altresì la mancanza di un danno effettivo per il ceto creditorio.

La decisione

La Cassazione dichiara i motivi di ricorso manifestamente infondati sul punto della responsabilità e sul profilo del danno (ricorda che per la bancarotta documentale è sufficiente il rischio per i creditori). Tuttavia annulla la sentenza impugnata limitatamente alla determinazione della durata delle pene accessorie fallimentari, per effetto della dichiarazione di incostituzionalità dell'ultimo comma dell'art. 216 L. fall.; rinvia ad altra sezione della Corte d'Appello di Catanzaro per rideterminare in concreto la durata delle pene accessorie applicando i criteri di cui all'art. 133 c.p.. Resta invece definitivo il passaggio in giudicato sulla responsabilità penale e sulla misura della pena principale. L'imputato non è condannato alle spese processuali per la non totale soccombenza.

Norme richiamate

  • art. 216, comma primo, legge fallimentare (bancarotta fraudolenta documentale)

    Disciplina la bancarotta fraudolenta documentale; distingue tra forme con dolo specifico (occultamento finalizzato a recare pregiudizio ai creditori) e con dolo generico (tenuta irregolare che rende impossibile la ricostruzione della contabilità).

  • art. 217, comma secondo, legge fallimentare (bancarotta semplice)

    La bancarotta semplice può essere integrata anche dalla colpa: l'elemento soggettivo può consistere nel dolo o nella colpa (omissione delle scritture con coscienza e volontà o per negligenza).

  • ultimo comma dell'art. 216, legge fallimentare (testo dichiarato incostituzionale dalla Corte Cost.)

    "la condanna per uno dei fatti previsti dal presente articolo importa per la durata di dieci anni l'inabilitazione all'esercizio di una impresa commerciale e l'incapacità per la stessa durata ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa"

    La Corte Costituzionale (sent. n.222/2018) ha ritenuto incostituzionale la formulazione che imponeva automaticamente la durata fissa di dieci anni; la conseguenza è che la durata delle pene accessorie deve essere determinata dal giudice in concreto, entro i limiti previsti, applicando i criteri dell'art. 133 c.p.

  • art. 133 c.p.

    Stabilisce i criteri direttivi per la determinazione della pena (grado di colpevolezza, natura, durata, qualità e quantità del fatto, personalità del reo, precedenti, condotta dopo il fatto, ecc.): la durata delle pene accessorie fallimentari va decisa concretamente secondo questi criteri.

  • art. 37 c.p.

    Richiamato per evidenziare che la durata delle pene accessorie non deve essere automaticamente rapportata alla pena principale; la Suprema Corte ha ribadito che la determinazione deve seguire l'art. 133 c.p.

  • art. 23, co. 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    Norma che ha disciplinato la trattazione orale in udienza pubblica dei ricorsi; la requisitoria scritta del P.G. è stata depositata sulla base della previsione che limita l'udienza pubblica a ricorsi espressamente richiesti.

Massime di principio

  • Bancarotta semplice vs bancarotta fraudolenta documentale: la prima può fondarsi anche sulla colpa, la seconda richiede il dolo (generico o specifico).
  • Nella bancarotta fraudolenta documentale va distinto il caso dell'occultamento fisico delle scritture (dolo specifico volto a recare pregiudizio ai creditori) dalla fraudolenta tenuta irregolare (dolo generico: consapevolezza che l'irregolare tenuta ostacola la ricostruzione contabile).
  • Per la fraudolenta documentale generica non è necessario provare un danno effettivo ai creditori: è sufficiente il mero pericolo che le ragioni del ceto creditorio siano pregiudicate.
  • Circostanze fattuali ulteriori (es. comportamento omissivo o ostruzionistico, rifiuto o atti volti a sottrarre documenti, attivazioni per recuperare documenti presso terzi) sono rilevanti per dedurre la consapevolezza dell'imputato e il dolo richiesto.
  • In sede di legittimità la Corte non può rivedere la valutazione del merito dei fatti o chiedere una diversa riconsiderazione probatoria: il ricorso per cassazione non è strumento per una rivalutazione del compendio probatorio.
  • I ricorsi per cassazione devono essere autosufficienti: se si lamentano omissioni o errori di valutazione derivanti da atti specifici, questi atti devono essere trascritti o allegati al ricorso.
  • La determinazione della durata delle pene accessorie previste per reati fallimentari, dopo la dichiarazione di incostituzionalità dell'art. 216 comma finale, deve essere effettuata concretamente dal giudice secondo i criteri dell'art. 133 c.p., e non calcolata automaticamente sulla base della precedente formulazione normativa.

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