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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46653/2023 del 20/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Campa impugnava la conferma della condanna per due delitti di corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio (art. 319 c.p.), sostenendo che i fatti erano stati malqualificati e male valutati: contestava la mancata riqualificazione in corruzione per l'esercizio della funzione (art. 318 c.p.) o in turbata libertà di scelta del contraente (art. 353-bis c.p.), la mancanza del concorso e del dolo sinallagmatico (visto che i presunti corruttori erano stati assolti per difetto di dolo), l'esiguità del profitto e la particolare tenuità, nonché vizi nella determinazione della pena e nella motivazione.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il motivo relativo all'art. 319 c.p.: la corruzione è reato a struttura bilaterale e a concorso necessario, richiedendo un accordo/sinallagma tra almeno due soggetti. Poiché nel processo i presunti corruttori erano stati assolti per difetto di dolo, non può ricostruirsi la corruzione a carico del pubblico ufficiale senza la prova dell'incontro di volontà sul fine corruttivo. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio perché il reato non sussiste.

Norme richiamate

  • art. 319 cod. pen. (corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio)

    La Corte interpreta la fattispecie come reato a struttura bilaterale e a concorso necessario: occorre l'incontro di volontà e il nesso sinallagmatico tra la prestazione del privato e l'atto del pubblico ufficiale, con la consapevolezza del carattere indebito e la finalità corruttiva.

  • art. 318 cod. pen. (corruzione per l'esercizio della funzione)

    Rilevata come distinta rispetto all'art. 319; la Corte osserva che la corretta ricostruzione richiede verifica dell'elemento intenzionale e del rapporto sinallagmatico anche per questa fattispecie, ma la questione è assorbita dalla valutazione sull'art. 319.

  • art. 353-bis cod. pen. (turbata libertà di scelta del contraente)

    La norma richiede, ai fini della sua configurabilità, l'esistenza di una forma di competizione tra offerte (anche informale) che sia stata in realtà manipolata; nel caso di specie la Corte ha ritenuto non dimostrato che vi fosse competizione concorrenziale preservata e 'tagliata su misura'.

  • art. 323-bis cod. pen. (fatto di particolare tenuità)

    La norma attenuativa è valutata con riguardo alla pluralità dei reati, al modus operandi e alla rilevanza del profitto; la Corte ha ritenuto assorbite le questioni sulla tenuità dopo aver deciso che il reato non sussiste.

  • art. 133 cod. pen. (criteri per la determinazione della pena)

    Richiamiato dalla difesa per contestare la congruità della pena (esiguità del profitto, personalità dell'imputato, scelta del rito abbreviato ecc.); la Corte ha ritenuto superfluo esaminare nel merito dopo l'accertamento di inesistenza del reato.

Massime di principio

  • La corruzione (art. 318 e 319 c.p.) è reato a concorso necessario: occorre l'accordo/sinallagma tra pubblico ufficiale e privato; non è configurabile se manca la prova dell'incontro di volontà sul fine corruttivo.
  • L'assoluzione di uno o più soggetti ritenuti corruttori per difetto del dolo può rendere incompatibile la condanna del pubblico ufficiale per corruzione, se non sussiste prova indipendente dell'accordo corruttivo.
  • Piccoli importi o la presenza di un intermediario non escludono automaticamente la corruzione, ma la loro esiguità è un elemento da valutare nel quadro probatorio complessivo e può influire sulla riconoscibilità del nesso sinallagmatico.
  • La ricostruzione della fattispecie deve sempre verificare l'elemento soggettivo specifico (consapevolezza dell'illiceità e finalità di ottenere il favore), nonché il nesso causale e funzionale tra prestazione e atto pubblico.
  • La qualificazione della condotta (corruzione, turbata libertà di scelta del contraente, abuso d'ufficio ecc.) dipende dalla concreta dinamica dei fatti: se manca competizione tra offerte non opera l'art. 353-bis; se manca il sinallagma, può essere più appropriata altra fattispecie o l'esclusione di responsabilità per corruzione.
  • La Corte di legittimità può annullare senza rinvio quando ricorra un vizio di diritto tale da comportare l'inapplicabilità del reato contestato (ad es. mancanza strutturale del requisito del concorso necessario).

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