Sentenza n. 482/2026 - Bologna, Sezione 2
per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Modena, in funzione di Giudice del Lavoro, n. 155/2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata integrale esecuzione della sentenza del Tribunale di Modena, giudice del lavoro, relativa al riconoscimento di due annualità della carta docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a. per ottenere l'integrale esecuzione della sentenza del Tribunale di Modena n. 155/2025, passata in giudicato e notificata al Ministero dopo la decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni. In particolare, l'Amministrazione aveva corrisposto la somma capitale dovuta, ma non gli interessi e la rivalutazione monetaria riconosciuti dalla sentenza da eseguire. Il ricorrente aveva inoltre chiesto la penalità di mora prevista dall'art. 114, comma 4, c.p.a., domanda alla quale ha successivamente rinunciato. Il Ministero non si è costituito.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse limitatamente alla parte relativa alla somma capitale, già pagata dall'Amministrazione, e ha accolto il ricorso per la parte residua concernente gli interessi e la rivalutazione. Ha ordinato al Ministero di dare integrale esecuzione alla sentenza del Tribunale di Modena, detraendo quanto già corrisposto, entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. In caso di ulteriore inadempimento, su istanza del ricorrente, dovrà intervenire il commissario ad acta, individuato nel dirigente dell'Ufficio scolastico regionale, con facoltà di subdelega, entro i successivi novanta giorni. La domanda di penalità di mora non è stata esaminata in quanto oggetto di rinuncia. Il Ministero è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 800, oltre spese generali e oneri accessori, nonché alla restituzione del contributo unificato, con distrazione in favore del difensore.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
in caso di ulteriore inadempienza da parte del Ministero predetto alle operazioni necessarie provvederà, su istanza di parte ricorrente, in sostituzione dello stesso ed entro i successivi novanta giorni, un commissario ad acta
La norma è applicata quale fondamento del giudizio di ottemperanza e del potere del giudice di ordinare l'esecuzione del giudicato, fissare un termine per l'adempimento e nominare preventivamente un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia amministrativa.
art. 114, comma 4, c.p.a.
La penalità di mora era stata richiesta dal ricorrente, ma la relativa domanda è stata oggetto di rinuncia dopo il pagamento della somma capitale.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, il pagamento parziale delle somme dovute in esecuzione del giudicato determina il sopravvenuto difetto di interesse limitatamente alla parte già soddisfatta, ma non preclude la prosecuzione del giudizio per le componenti ancora dovute, quali interessi e rivalutazione monetaria.
- Quando l'Amministrazione non abbia dato integrale esecuzione a una sentenza passata in giudicato, il giudice dell'ottemperanza può ordinare l'adempimento entro un termine determinato, disponendo che, in caso di ulteriore inerzia, provveda un commissario ad acta già individuato nella sentenza.
- L'esecuzione del giudicato deve essere integrale e deve comprendere tutte le statuizioni economiche contenute nella decisione da eseguire, detraendo esclusivamente quanto già corrisposto dall'Amministrazione.
- La rinuncia alla domanda di penalità di mora comporta che il giudice non debba pronunciarsi su tale specifica richiesta, ferma restando la possibilità di ordinare l'esecuzione delle obbligazioni principali ancora ineseguite.
Come è indicizzato
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