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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17326/2023 del 26/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza di condanna per riciclaggio di parti di veicolo di provenienza delittuosa. I motivi principali erano: (1) carenza, illogicità e contraddittorietà della motivazione (contestazione del contenuto delle prove dichiarative, in particolare della escussione del teste Lattanzi e di altri testi tecnici), (2) travisamento della prova e della cronologia relativa alla rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale in appello e alla revoca dell'ordinanza che ammetteva il teste D'Orazio (con contestuale acquisizione di una annotazione di p.g.), (3) inosservanza di norme sostanziali e processuali per aver negato le circostanze attenuanti generiche legate alla condotta processuale (contestando inoltre l'entità della pena), e (4) censura sulla dosimetria della sanzione ritenuta eccessiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivi: mancata specificità e promiscuità delle censure (vietata l'enunciazione indifferenziata dei vizi di motivazione ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. e) e dell'art. 581, comma 1), difetto di autosufficienza del ricorso per mancata allegazione dei verbali dibattimentali e della documentazione richiamata (impossibilità per la Corte di verificare il travisamento dedotto), e inammissibilità delle doglianze riguardanti valutazioni di merito discrezionali sulla rinnovazione della prova e sulla negazione delle attenuanti generiche. Per questi motivi il ricorso è stato respinto quale inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende. Motivazione resa in forma semplificata.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Impedisce la formula indifferenziata e promiscua dei vizi di motivazione; il ricorrente deve specificare se contesta mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione e indicare le parti coinvolte

  • art. 581, comma 1, cod. proc. pen.

    Imposta il requisito di specificità e di esposizione chiara dei motivi di nullità o di ricorso, richiedendo autosufficienza del ricorso (documentazione probatoria quando necessaria)

  • art. 507, cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione all'ammissione di prove testimoniali; la Corte sottolinea che la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale in appello è rimessa alla discrezionalità del giudice di merito se riguarda elementi preesistenti

Massime di principio

  • In Cassazione non è consentito impugnare la motivazione con censure indifferenziate: occorre indicare espressamente se si denuncia mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità e collegare ciascun vizio alla specifica parte della motivazione impugnata
  • Se si deduce il travisamento di dichiarazioni o di atti processuali è essenziale allegare al ricorso i verbali o i documenti rilevanti; la mancata produzione rende il motivo autosufficientemente inammissibile
  • Le valutazioni di fatto e le scelte discrezionali del giudice di merito (es. decisione sulla rinnovazione della prova, apprezzamento dei precedenti e della condotta processuale, e dosimetria della pena) sono difficilmente sindacabili in Cassazione salvo profili di manifesta illogicità o violazioni di legge ben specificate
  • La contestazione della negazione di circostanze attenuanti richiede la dimostrazione di errori nella valutazione dei presupposti giuridici o nella considerazione di elementi probatori concreti; semplici contestazioni di opportunità motivazionale sono inammissibili
  • Per evitare la condanna alle spese e alla ammenda, il ricorso alla Corte di Cassazione deve essere redatto in modo autosufficiente, documentato e rispettoso dei requisiti di specificità previsti dalla legge

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