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Cassazione Penale, Ordinanza n. 27920/2026 del 23/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Nel giudizio di appello la Corte territoriale, a seguito di concordato tra le parti, ha parzialmente riformato la decisione di primo grado nei confronti dell'imputato per il reato di ricettazione, rideterminando la pena e confermando nel resto la sentenza del Tribunale. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione deducendo un solo motivo: ha lamentato che la Corte di appello non avesse valutato i presupposti per pronunciare sentenza di proscioglimento ai sensi dell'art. 129 c.p.p., nonostante la definizione del gravame mediante concordato. La censura mirava dunque a far sindacare in sede di legittimità l'omessa verifica di cause di proscioglimento evidenti, pur in presenza di rinuncia ai motivi di appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che, nel concordato in appello, siano inammissibili le doglianze relative a motivi rinunciati e, in particolare, la censura concernente la mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p.; infatti, una volta intervenuta rinuncia ai motivi di appello, la cognizione del giudice resta limitata ai soli motivi non rinunciati. Conseguentemente il procedimento è stato definito senza formalità di procedura ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis, c.p.p., con condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    Norma incriminatrice del reato oggetto del giudizio di merito, confermato quanto alla responsabilità e definito in appello con rideterminazione della pena.

  • art. 129 c.p.p.

    La sua mancata applicazione non può essere utilmente dedotta in cassazione quando il motivo di appello sia stato rinunciato nell'ambito del concordato in appello.

  • art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

    Il procedimento di legittimità può essere definito senza formalità di procedura quando il ricorso è inammissibile.

  • art. 30990 del 01/06/2018

    Sez. 2, n. 30990 del 01/06/2018, Gueli, Rv. 272969-01

    Precedente richiamato per il principio di inammissibilità delle doglianze su motivi rinunciati nel concordato in appello, incluse quelle sull'art. 129 c.p.p.

  • art. 46850 del 11/11/2022

    Sez. 5, n. 46850 del 11/11/2022, Mutti, Rv. 283878-01

    Precedente richiamato per il principio secondo cui, dopo la rinuncia ai motivi di appello, la cognizione del giudice è limitata ai soli motivi non oggetto di rinuncia.

Massime di principio

  • Nel giudizio di appello definito con concordato tra le parti, il ricorso per cassazione non può riproporre censure che attengano a motivi di appello espressamente rinunciati.
  • La deduzione dell'omessa verifica delle condizioni per il proscioglimento ex art. 129 c.p.p. è inammissibile se riferita a motivi rinunciati nell'ambito del concordato in appello.
  • La rinuncia ai motivi di appello delimita l'oggetto della cognizione del giudice ai soli motivi non rinunciati, con conseguente preclusione al sindacato su questioni coperte dalla rinuncia.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la definizione del procedimento senza formalità e la condanna del ricorrente alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRicettazione
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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