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Sentenza

Sentenza n. 1992/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202405603

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Campania, Sezione staccata di Salerno, Sez. II, che aveva respinto il ricorso contro il rigetto della SCIA in sanatoria e l'ordinanza di demolizione di una pergotenda abusiva

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Gli appellanti hanno impugnato la sentenza semplificata del TAR Campania che aveva respinto il ricorso proposto contro il provvedimento comunale del 1° agosto 2023 di rigetto della SCIA in sanatoria e contro l'ordinanza comunale del 29 settembre 2023, recante l'ingiunzione di demolizione di una pergotenda in alluminio con copertura retrattile bullonata al pavimento, di circa 90 metri quadrati. Nel corso del giudizio di appello il Comune ha rappresentato il sopravvenuto rilascio del permesso di costruire in sanatoria relativo alle opere oggetto dell'ordine di demolizione. Gli appellanti, con dichiarazione depositata il 3 gennaio 2026, hanno dichiarato di non avere più interesse alla decisione, motivando tale sopravvenuta carenza di interesse con l'avvenuta sanatoria del manufatto, formalizzata mediante permesso in sanatoria n. 37 del 4 settembre 2024.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha preso atto della dichiarazione degli appellanti di sopravvenuta carenza di interesse, determinata dal rilascio del permesso di costruire in sanatoria, e ha dichiarato l'appello improcedibile. Non ha quindi esaminato nel merito le censure rivolte contro la sentenza del TAR e contro gli atti comunali. Le spese del giudizio di appello sono state compensate, in considerazione del fatto che gli appellanti hanno comunque ottenuto la sanatoria del manufatto abusivo.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Il ricorso o l'appello diviene improcedibile quando, per una sopravvenienza verificatasi nelle more del giudizio, il ricorrente dichiara e il giudice accerta la perdita dell'interesse concreto e attuale alla decisione.
  • Il rilascio, nelle more del giudizio, di un titolo edilizio in sanatoria relativo alle opere oggetto dell'impugnazione può determinare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del ricorso contro il rigetto della precedente istanza di sanatoria e contro l'ordine di demolizione.
  • Quando dichiara l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non esamina nel merito le censure rivolte contro gli atti impugnati o contro la sentenza appellata.
  • Le spese del giudizio possono essere compensate quando la parte privata, pur determinando l'improcedibilità dell'impugnazione per sopravvenuta carenza di interesse, abbia comunque ottenuto nelle more il risultato sostanziale perseguito, quale la sanatoria del manufatto.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAbusi edilizi e sanzioniEstinzione, perenzione e improcedibilitàAppello
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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