Cassazione Penale, Ordinanza n. 40655/2025 del 17/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando che il motivo dedotto era del tutto privo dell'esposizione delle ragioni di fatto e di diritto necessarie a sorreggerlo. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Palermo che aveva confermato la sua condanna per furto. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge però che l'unico motivo di ricorso non conteneva alcuna effettiva esposizione delle ragioni di fatto e di diritto poste a sostegno dell'impugnazione, risultando quindi privo di specificità e sostanza argomentativa.
Norme richiamate
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché formulato con un motivo privo della necessaria esposizione delle ragioni di fatto e di diritto, quindi non idoneo a introdurre una valida censura di legittimità.
In caso di inammissibilità del ricorso, la Corte ha applicato la conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.
Massime di principio
- È inammissibile il ricorso per cassazione che si limiti a un enunciato assertivo, senza indicare in modo concreto le ragioni di fatto e di diritto poste a fondamento della censura.
- La mancanza di specificità del motivo di ricorso integra una causa di inammissibilità, poiché impedisce alla Corte di verificare l'effettiva consistenza delle doglianze proposte.
- Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente è tenuto al pagamento delle spese processuali e della somma prevista a favore della Cassa delle ammende.
Come è indicizzato
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