Cassazione Penale, Sentenza n. 49808/2023 del 14/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato l'esistenza del conflitto negativo di competenza e ha risolto il conflitto dichiarando competente a decidere sull'istanza il Magistrato di Sorveglianza di Venezia, individuato in base al luogo in cui fu pronunciata la sentenza di condanna che ha disposto la misura di sicurezza. La Corte ha disposto la trasmissione degli atti al Magistrato di Sorveglianza di Venezia.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Conflitto di competenza relativo alla richiesta della difesa di Margjoni Alfons per il riesame della pericolosità sociale ai fini della revoca della misura di sicurezza dell'espulsione dal territorio dello Stato. Il Magistrato di Sorveglianza di Pisa, investito dell'istanza, aveva declinato la competenza ritenendo che, trattandosi di persona senza residenza né domicilio in Italia, la competenza spettasse al magistrato del luogo in cui fu pronunciata la sentenza di condanna ovvero al luogo del titolo esecutivo; il Magistrato di Sorveglianza di Venezia ha sollevato il conflitto negativo di competenza.
Norme richiamate
art. 677, comma 2, codice di procedura penale
«quando l'interessato non è detenuto o internato, la competenza, se la legge non dispone diversamente, appartiene al tribunale o al magistrato di sorveglianza che ha giurisdizione sul luogo in cui l'interessato ha la residenza o il domicilio. Se la competenza non può essere determinata secondo il criterio sopra indicato, essa appartiene al tribunale o al magistrato di sorveglianza del luogo in cui fu pronunciata la sentenza di condanna, di proscioglimento o di non luogo, e, nel caso di più sentenze di condanna o di proscioglimento, al tribunale o al magistrato di sorveglianza del luogo in cui fu pronunciata la sentenza divenuta irrevocabile per ultima»
La Corte interpreta la norma nel senso che, quando l'interessato non ha residenza o domicilio in Italia, la competenza va individuata secondo il criterio del luogo in cui fu pronunciata la sentenza che ha disposto la misura (il "titolo" maturato in cognizione), e non in base all'ordinanza applicativa emessa successivamente dal magistrato che ha materialmente eseguito la misura.
art. 28, codice di procedura penale
Richiamata per individuare la fattispecie del conflitto negativo di competenza tra giudici (due magistrati di sorveglianza che rifiutano entrambi di pronunciarsi), la cui risoluzione è demandata alla Corte competente.
art. 679, codice di procedura penale
La Corte distingue le funzioni attribuite al magistrato che ha applicato la misura (che può provvedere su questioni connesse e incidentali secondo l'art. 679) dalla competenza territoriale per il riesame della pericolosità, che resta autonoma e va determinata secondo le regole generali di competenza.
art. 23, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (norme procedurali sulla trattazione scritta)
Citate come base per la trattazione scritta del procedimento davanti alla Corte; non incidono sull'individuazione della competenza sostanziale ma sul rito adottato per la decisione del conflitto.
Massime di principio
- Se l'interessato non ha residenza o domicilio in Italia, la competenza territoriale per istanze di riesame della pericolosità per revoca di misure di sicurezza si individua, in via principale, nel luogo in cui fu pronunciata la sentenza che ha disposto la misura (titolo maturato in cognizione).
- Il "titolo esecutivo" rilevante ai fini della competenza non va identificato automaticamente con l'ordinanza applicativa emessa dal magistrato di sorveglianza che ha eseguito la misura, ma con la sentenza che ha statuìto la misura in sede di cognizione, salvo casi particolari di pluralità di sentenze (si prende l'ultima irrevocabile).
- La procedura di riesame della pericolosità è un procedimento autonomo rispetto al procedimento applicativo della misura: pertanto la competenza territoriale va determinata ex lege e non può essere acquisita in via di mera competenza funzionale dal magistrato che ha applicato la misura.
- Le questioni connesse o incidentali relative all'esecuzione possono comunque rientrare nelle attribuzioni del magistrato che ha applicato la misura (art. 679 c.p.p.), ma ciò non comporta automaticamente la competenza per il riesame della pericolosità sostanziale.
- In presenza di un conflitto negativo di competenza tra giudici (due rifiuti di pronunciarsi), il rimedio è la declaratoria della Corte prevista dall'art. 28 c.p.p.; nelle liti analoghe è quindi necessario rivolgersi alla Corte competente per la risoluzione del conflitto.
- Quando vi siano più sentenze concernenti la stessa materia, per determinare la competenza si considera la sentenza divenuta irrevocabile per ultima.
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