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Cassazione Penale, Ordinanza n. 09305/2025 del 06/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della corte d'appello che lo aveva confermato responsabile dei delitti a lui attribuiti. Con il primo motivo ha dedotto violazione di norme penali sostanziali e processuali, lamentando in particolare il mancato rispetto del termine di cui all'art. 598-bis c.p.p.; con il secondo motivo ha chiesto una nuova valutazione del compendio probatorio, contestando la ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito e la sua individuazione come autore dei reati. La Corte ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato perché il giudizio di secondo grado era soggetto alla disciplina dell'art. 23-bis del d.l. n. 137/2020, conv. in l. n. 176/2020, che rendeva tempestivo il deposito delle conclusioni del Procuratore generale. Il secondo motivo è stato reputato inammissibile perché mirava a una rivalutazione del merito e riproponeva censure già esaminate e disattese in appello in presenza di doppia conforme, senza dedurre specificamente un travisamento della prova nei limiti ammessi in cassazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La decisione si fonda sull'infondatezza del primo motivo, relativo al termine ex art. 598-bis c.p.p., e sull'inammissibilità del secondo motivo, volto a ottenere una nuova lettura delle prove e già sostanzialmente riproduttivo delle doglianze di appello.

Norme richiamate

  • art. 598-bis c.p.p.

    Il termine richiamato dal ricorrente non risultava violato nel caso concreto, poiché il procedimento d'appello era regolato dalla disciplina emergenziale dell'art. 23-bis e il deposito delle conclusioni del Procuratore generale era avvenuto tempestivamente.

  • art. 23-bis c.p.p.

    Per il giudizio di secondo grado disciplinato dal d.l. n. 137/2020 conv. in l. n. 176/2020, le conclusioni del Procuratore generale depositate nei termini previsti devono ritenersi tempestive; tale disciplina prevale nella verifica del motivo di ricorso relativo al rispetto dei termini.

  • d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    È richiamato come fonte della disciplina processuale speciale applicata al giudizio di appello.

  • l. 18 dicembre 2020, n. 176

    È richiamata quale legge di conversione del d.l. n. 137/2020, rilevante per la disciplina del giudizio di secondo grado.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità non è consentita una nuova valutazione del materiale probatorio, quando il ricorso si risolva in una mera sollecitazione a riesaminare il merito già scrutinato dai giudici di appello.
  • In presenza di doppia conforme, la censura di travisamento della prova è deducibile solo se il ricorrente indica specificamente che il dato asseritamente travisato è stato valutato per la prima volta nella motivazione della sentenza di secondo grado.
  • Il motivo di ricorso che deduca la violazione di termini processuali deve confrontarsi con la disciplina speciale applicabile al procedimento concreto, potendo risultare infondato quando il rito di appello sia regolato da norme emergenziali che disciplinano diversamente i termini e le modalità di deposito degli atti.
  • La riproposizione in cassazione di censure già formulate in appello, senza indicare specifici vizi logico-giuridici della motivazione di merito, determina l'inammissibilità del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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