Cassazione Penale, Sentenza n. 45986/2024 del 16/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la conferma in sede di giudizio di rinvio della responsabilità penale per omicidio colposo: si contestava la violazione dell'art. 627 c.p.p. per non essersi la Corte territoriale attenuta ai principi indicati nella precedente sentenza della Cassazione (n. 39126/2022). In particolare la difesa contestava la sussistenza della culpa in eligendo e dell'obbligo di vigilanza del committente, lamentando che: 1) dalla sentenza rescindente risultava che le condotte degli esecutori configuravano al più negligenza/imprudenza e non imperizia tale da fondare la responsabilità del committente; 2) il lavoratore deceduto (Ripa), dipendente della Metal Sud, aveva agito collaborando con la Vetrosystem al di fuori dei suoi compiti, attivando così un rischio eccentrico rispetto all'ambito di garanzia spettante al committente.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato ad altra Sezione della Corte di appello di Bari. La decisione motiva l'annullamento con il fatto che la Corte territoriale non ha rispettato le indicazioni della sentenza rescindente, fornendo valutazioni generiche sulla scelta dell'appaltatore e sulla vigilanza e non chiarendo quale comportamento alternativo avrebbe dovuto tenere il committente né se fosse stata dimostrata l'attivazione di un rischio eccentrico da parte del lavoratore; inoltre dispone che la Corte di rinvio pronunci anche sulle spese processuali sostenute dalle parti private nelle fasi precedenti.
Norme richiamate
La Corte ha ritenuto che l'art. 627 c.p.p. fosse stato violato perché la Corte di appello non si è attenuta ai principi e ai rilievi già espressi dalla Cassazione nella sentenza rescindente, omettendo di chiarire il comportamento alternativo lecito del committente e di valutare compiutamente la questione della culpa in eligendo e della possibile interrompibilità del nesso causale a causa di un rischio eccentrico attivato dal lavoratore.
Massime di principio
- Il committente ha l'obbligo di valutare e fornire informazioni sulla complessità dell'opera e di scegliere un appaltatore tecnicamente idoneo; tuttavia la scelta di una ditta adeguata (es. dotata di mezzi attrezzati) può esaurire l'onere di diligenza, salvo che sia dimostrato che il committente abbia fornito informazioni errate o omesso fatti che avrebbero dovuto far prevedere il rischio.
- La responsabilità del committente per culpa in eligendo richiede prove specifiche della colposa inadeguatezza della scelta o della prevedibilità del rischio: valutazioni generiche non sono sufficienti.
- La responsabilità può essere esclusa quando il lavoratore attivi un 'rischio eccentrico', cioè un comportamento che esorbita dalle mansioni affidate o crea un pericolo del tutto estraneo all'ambito di garanzia del committente, interrompendo il nesso di causalità.
- In sede di rinvio la Corte di merito deve attenersi scrupolosamente alle indicazioni e ai principi di diritto enunciati dalla Cassazione nella sentenza rescindente e motivare in modo chiaro quale comportamento alternativo si poteva ragionevolmente attendere dal committente.
- Nel valutare l'obbligo di vigilanza del committente bisogna accertare se questi fosse effettivamente in grado di conoscere o prevedere le modalità operative concretamente adottate dagli esecutori (es. parcheggio pericoloso del mezzo, carenza di personale): l'assenza di tali elementi può esonerare il committente.
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