Ordinanza n. 4455/2026 - Roma, Sezione 5Q
Per l'annullamento -previa tutela cautelare - del PROVVEDIMENTO DEL 12/2/2026 DI DINIEGO DEL VISTO D’INGRESSO IN ITALIA PER LAVORO SUBORDINATO.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del visto d’ingresso in Italia per lavoro subordinato del 12 febbraio 2026
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadina straniera)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha impugnato il diniego del visto d’ingresso in Italia per lavoro subordinato, chiedendone l’annullamento previa tutela cautelare. A sostegno dell’istanza cautelare ha evidenziato che il congiunto al quale intende prestare la necessaria assistenza familiare è stato riconosciuto invalido nella misura del 75%. Il TAR ha ritenuto rilevanti, allo stato degli atti, la gravità e l’urgenza della situazione prospettata.
La decisione
Il TAR ha accolto l’istanza cautelare ai sensi dell’art. 55 c.p.a., sospendendo il diniego del visto e disponendo che la competente sede in Marocco riesamini il provvedimento con la massima sollecitudine, entro dieci giorni dalla comunicazione dell’ordinanza. L’Amministrazione dovrà depositare l’esito del riesame entro la successiva udienza camerale, fissata al 1° dicembre 2026. La valutazione è stata adottata allo stato degli atti, in considerazione della gravità e dell’urgenza connesse alla necessità di assistenza del congiunto invalido. Le spese sono state riservate alla decisione definitiva.
Norme richiamate
La disposizione costituisce la base della tutela cautelare richiesta; il TAR ha accolto l’istanza e ha adottato la sospensione del diniego con ordine di riesame urgente.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
È stato richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità della parte interessata.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
È stato richiamato, insieme alla normativa nazionale, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Sono stati richiamati a fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- In sede cautelare, la gravità e l’urgenza derivanti dalla necessità di prestare assistenza familiare a un congiunto riconosciuto invalido possono giustificare la sospensione del diniego di visto e l’ordine all’amministrazione competente di riesaminare tempestivamente il provvedimento.
- Quando accoglie una domanda cautelare contro un diniego di visto, il giudice amministrativo può disporre non solo la sospensione dell’atto, ma anche il riesame amministrativo entro un termine specifico e con obbligo di depositare l’esito nel giudizio.
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