Cassazione Penale, Sentenza n. 37473/2025 del 17/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorsi sono proposti avverso il provvedimento di confisca di prevenzione (villa ad Ardea, autovettura Mercedes CLA, sei polizze di pegno intestate a Hamidovic, un orologio Rolex) deciso dal Tribunale di Roma e confermato dalla Corte d'appello. Cizmic deduce: (1) motivazione apparente sul punto della pericolosità personale (reati modesti e in epoca remota), (2) mancanza di proporzione tra reddito illecito e valore dei beni confiscati, (3) mancanza di correlazione temporale tra periodo di pericolosità e acquisto dei beni, (4) errore sul regime probatorio riguardo alla provenienza lecita delle provviste, (5) carenza di motivazione sui motivi aggiunti. Hamidovic lamenta che il suo atto di impugnazione (in qualità di terzo proprietario) non è stato neppure enunciato né valutato nel decreto della Corte di appello.
La decisione
La Corte di legittimità ha ritenuto fondati entrambi i ricorsi. In particolare: (i) il ricorso di Hamidovic è accolto per totale mancanza di motivazione del decreto impugnato rispetto alle censure da lui proposte, integrando violazione dell'art. 10, comma 3, d.lgs. n. 159/2011; (ii) il ricorso di Cizmic è in parte fondato: il primo motivo (pericolosità) è rigettato poiché la Corte d'appello ha effettivamente motivato la valutazione della pericolosità; invece il secondo e il terzo motivo (mancanza di proporzione e assenza di correlazione temporale) risultano fondati perché il decreto non ha fornito adeguata risposta e motivazione su tali profili prima di passare alla valutazione della presunta provenienza lecita. Per tali ragioni il provvedimento impugnato è annullato nella parte interessata e la causa deve essere riesaminata (in genere cassazione con rinvio) affinché la Corte di merito dia risposta compiuta e motivata ai profili omessi.
Norme richiamate
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Limiti di estensione delle motivazioni nei ricorsi in Cassazione e richiamo ai limiti di rimessione degli atti. Citato come principio procedurale per la schematica esposizione dei motivi in Cassazione
art. 10, comma 3, d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159
avverso il decreto della corte d'appello, è ammesso ricorso in cassazione per violazione di legge
La mancanza totale di risposta/motivazione rispetto ai motivi di impugnazione costituisce violazione di legge; obbligo per la Corte di appello di affrontare e motivare le censures proponibili
Sez. U., n. 33451 del 29/05/2014 (Repaci)
Principio secondo cui il sindacato in Cassazione non può sovrapporsi a una rivalutazione della correttezza della motivazione di merito quando questa risulti non apparente
Sez. 1, n. 27366 del 28/01/2021 (He Dong)
Occorre accertare che le attività delittuose siano tali da poter produrre reddito; la correlazione temporale presuppone attività idonee a generare provvista, non semplici comportamenti devianti
Sez. U., n. 4880 del 26/06/2014 (Spinelli)
Principio della ragionevolezza temporale tra accertamento della pericolosità sociale e momento di acquisto dei beni, che impone motivazione specifica sui collegamenti temporali
Sez. 1, n. 12329 del 14/02/2020 (Turchi)
La confisca richiede indici fattuali altamente dimostrativi della diretta derivazione delle acquisizioni dalla provvista formatasi nel periodo di pericolosità; obbligo motivazionale sulla sussistenza di tali indici
Massime di principio
- Ogni appellante/proposto ha diritto a che la Corte di merito enunci e motivi specificamente i singoli motivi di impugnazione: la mancata elencazione o valutazione integra vizio di motivazione e porta all'annullamento
- La confisca di prevenzione richiede non solo l'accertamento della pericolosità, ma anche una motivazione che colleghi ragionevolmente il valore dei beni al tipo e alla quantità di reddito che l'attività delittuosa è idonea a produrre (criterio di proporzione)
- Deve essere data motivazione sulla correlazione temporale tra periodo di pericolosità e acquisti: acquisti successivi non escludono la confisca ma richiedono indici concreti e forti della derivazione causale dalle provviste illecite
- Il giudice non può limitarsi a un richiamo generale alla materia e poi passare direttamente alla valutazione della prova contraria sulla provenienza lecita: la difesa deve essere affrontata e confutata puntualmente prima di invertire il percorso logico
- In casi analoghi la via corretta è la rimessione al giudice di merito con indicazione dei punti da chiarire; pertanto, la mancanza di motivazione su aspetti centrali è ragione solida per ottenere l'annullamento e il rinvio
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