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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40173/2024 del 31/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna per calunnia (anni 2 e mesi 2 di reclusione). Il ricorrente deduce vizio di motivazione e violazione di legge sostenendo che la Corte d'appello ha ritenuto provata la falsità della denuncia non avendo considerato che il controllo nei luoghi indicati avvenne tre giorni dopo la denuncia (tempo utile, secondo il ricorrente, per lo spostamento delle carcasse). Contestava inoltre l'attribuzione del dolo, il travisamento probatorio e la mancanza di prove certe che collegassero i tre cacciatori denunciati come autori dell'abbattimento. In ultimo, denunciava l'omessa motivazione sul diniego delle circostanze attenuanti generiche richieste in appello, rilevanti anche ai fini della sospensione condizionale della pena.

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato le censure sostanzialmente ritenendole generiche e infondate: ha condiviso la ricostruzione dei giudici di merito secondo cui il mancato rinvenimento delle carcasse nei frigoriferi dei denunciati e l'assenza di una fonte di prova da cui l'imputato avesse appreso la notizia di reato avvalorano la valutazione di falsità e l'animosità dell'imputato nei confronti dei denunciati. Tuttavia la Cassazione ha accolto il motivo relativo all'omessa motivazione sul diniego delle circostanze attenuanti generiche: ha annullato la sentenza limitatamente a tale punto e ha rinviato alla Corte d'appello di Perugia per un nuovo esame, prescrivendo che la valutazione tenga conto delle specifiche considerazioni mosse dalla difesa (assenza di precedenti, riabilitazione, possibile rilevanza ai fini della sospensione condizionale). Tutte le altre statuizioni sono confermate.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Rinvio all'articolo citato in relazione alla presentazione del ricorso per cassazione; richiamato come norma procedurale per la formulazione dei motivi di ricorso

  • Principio in tema di circostanze attenuanti generiche

    Per il diniego delle attenuanti generiche non è necessario che il giudice consideri tutte le circostanze favorevoli o sfavorevoli; è però obbligatorio che il giudice ricordi e valuti, con motivazione specifica, le censure rilevanti sollevate dall'interessato su tali profili, pena l'annullamento limitato alla mancata valutazione

  • Principio di specificità dei motivi in cassazione

    Il ricorso per cassazione non è ammissibile se ripropone pedissequamente le censure di appello in modo generico: la Corte richiede che le critiche siano specifiche e tengano conto delle argomentazioni che hanno determinato il rigetto in grado precedente

Massime di principio

  • La mera possibilità che prove materiali siano state spostate tra la denuncia e l'accertamento non annulla automaticamente la valutazione negativa della denuncia: il giudice valuta il quadro probatorio complessivo, incluse la mancata indicazione della fonte della notizia e indizi di malanimo
  • Se la difesa non indica l'origine delle informazioni da cui deriverebbe la denuncia, i giudici possono ritenere meno plausibile l'ipotesi di correttezza della dichiarazione denunciata
  • In cassazione le censure devono essere specifiche e confutare le argomentazioni dei giudici di merito; ripetere in termini generici i motivi di appello è insufficiente
  • L'omessa o insufficiente motivazione del diniego delle circostanze attenuanti generiche costituisce vizio di motivazione che porta all'annullamento limitato a quel punto e al rinvio per nuovo esame
  • Quando si chiede in giudizio la valutazione di attenuanti generiche è utile documentare e puntualizzare elementi personali (assenza di precedenti, riabilitazione, comportamenti successivi) perché il giudice sia obbligato a motivare specificamente il diniego

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