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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35279/2022 del 21/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'imputata ha impugnato la conferma della condanna per concorso in furto aggravato lamentando la nullità assoluta del decreto di citazione a giudizio e delle successive notifiche, in quanto tutte eseguite presso il difensore d'ufficio domiciliatario senza prova dell'effettiva instaurazione di un rapporto professionale e quindi senza certezza che l'imputata, cittadina straniera e residente all'estero, abbia avuto conoscenza della vocatio in iudicium. Il motivo è stato dedotto per la prima volta in appello.

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso fondato, ha dichiarato la nullità assoluta della sentenza di primo grado e di quella d'appello per mancata prova della conoscenza effettiva della vocatio in iudicium da parte dell'imputata (notifiche eseguite al difensore d'ufficio senza accertamento del rapporto professionale) e ha annullato entrambe le sentenze disponendo la trasmissione degli atti al Tribunale di Milano per il proseguimento del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 161 cod. proc. pen., comma 4

    La notifica all'avvocato domiciliatario secondo l'art.161 comma 4 non è sufficiente di per sé a garantire la conoscenza effettiva del procedimento; occorre verificare l'effettiva instaurazione del rapporto professionale che renda certa la conoscenza dell'atto da parte dell'imputato.

  • art. 161 cod. proc. pen., comma 4-bis

    Richiamata come parte del quadro normativo innovato: anche dopo modifiche normative, permane l'esigenza di accertare la conoscenza effettiva del procedimento.

  • art. 162 cod. proc. pen., comma 4-bis

    Citato nel contesto delle modifiche legislative rilevanti per il processo in assenza; la giurisprudenza tiene conto dell'evoluzione normativa nel valutare i requisiti di conoscenza dell'imputato.

  • art. 179 cod. proc. pen.

    Richiamato nella giurisprudenza sulla natura delle nullità: la nullità assoluta si verifica quando la notificazione è omessa o inidonea a determinare la conoscenza effettiva dell'atto.

  • art. 670 cod. proc. pen.

    La sentenza richiama l'impossibilità, in presenza di nullità assolute derivanti dalla mancata citazione, di farle valere tramite incidente di esecuzione ai sensi dell'art.670, dovendosi invece utilizzare gli strumenti straordinari idonei.

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    Indica il rimedio della rescissione del giudicato per chi abbia subito l'incolpevole mancata conoscenza della celebrazione del processo a causa di nullità; la Corte ricorda la sua rilevanza come rimedio restitutorio.

  • Sez. U, n. 23948 del 28/11/2019 (Ismail)

    Principale precedente che afferma che la sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non è presupposto sufficiente per dichiarare l'assenza; il giudice deve accertare l'effettiva instaurazione del rapporto professionale e la conoscenza del procedimento.

  • Sez. 5, n. 22752 del 21/1/2021 (Georgieva)

    Conferma che la notifica al difensore d'ufficio domiciliatario è nulla se non accertata l'effettiva instaurazione del rapporto professionale o altri elementi che rendano certa la conoscenza dell'imputato.

  • Sez. U, n. 15498 del 26/11/2020 (Lovric)

    Ribadisce necessità di garantire la conoscenza effettiva del processo e sottolinea che le nullità assolute derivanti dalla mancata citazione non si sanano con l'incidente di esecuzione ma possono essere rilevate mediante rescissione del giudicato.

  • Sez. U, n. 28912 del 28/2/2019 (Innaro)

    Affermato il principio generale che la conoscenza dell'accusa deriva dalla contezza della vocatio in iudicium, principio poi applicato dalla Corte nel caso in esame.

  • Corte EDU, Sejdovic c. Italia (Grande Camera, 01/03/2006)

    La giurisprudenza europea richiede la certa conoscenza del processo da parte dell'imputato e la sua inequivoca rinuncia a partecipare per rispettare l'art.6 CEDU; se il condannato non ha avuto conoscenza è richiesto un riesame dopo averlo sentito.

Massime di principio

  • La mera elezione di domicilio presso un difensore d'ufficio non garantisce automaticamente la conoscenza della vocatio in iudicium da parte dell'imputato; il giudice deve accertare l'effettiva instaurazione del rapporto professionale o altri elementi idonei a provare la conoscenza.
  • Se non risulta la conoscenza effettiva del procedimento da parte dell'imputato, le notifiche dirette al difensore domiciliatario possono determinare una nullità assoluta che comporta l'annullamento della sentenza anche se divenuta definitiva, con possibilità di rimedi straordinari (es. rescissione del giudicato).
  • Nei procedimenti con imputati residenti all'estero o senza fissa dimora occorre particolare cautela nella notifica e nella verifica documentale del contatto effettivo tra imputato e difensore per evitare vizi insanabili.
  • La parte che intende invocare la nullità per mancanza di conoscenza deve far emergere l'assenza di rapporto effettivo; d'altro canto il giudice di merito deve motivare l'accertamento della conoscenza quando dichiara l'assenza.
  • Quando viene accertata la nullità assoluta per mancata conoscenza, gli atti devono essere annullati e il giudizio rimesso al giudice competente per nuovo corso, salvo che non si utilizzi il rimedio della rescissione del giudicato quando la sentenza è già passata in giudicato.

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