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Ordinanza

Ordinanza n. 517/2026 - Firenze, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento ADM DT10U02 Registro Ufficiale 0014924. 10-04-2026, trasmesso a mezzo pec in data 10/04/2026, con cui Agenzia delle Dogane e Monopoli, Direzione Territoriale Toscana e Umbria, Ufficio delle Dogane di Livorno ha disposto la revoca della autorizzazione IT00GRO00115V rilasciata in data 30/11/2022, protocollo 2022A17642, per l’esercizio dell’attività di vendita al consumatore finale di gas naturale nel territorio nazionale con qualifica di soggetto obbligato; - nonché di ogni ulteriore provvedimento connesso, presupposto e/o consequenziale, ancorché incognito al ricorrente;

Giustizia amministrativa202601391

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività di vendita al consumatore finale di gas naturale nel territorio nazionale con qualifica di soggetto obbligato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (operatore economico)

Prevale il privato

La controversia

La società ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il provvedimento con cui l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha revocato l'autorizzazione rilasciata nel 2022 per l'esercizio dell'attività di vendita al consumatore finale di gas naturale con qualifica di soggetto obbligato, nonché gli atti connessi, presupposti e consequenziali. Il testo dell'ordinanza non espone nel dettaglio le singole censure di legittimità dedotte, limitandosi a rilevare che esse necessitano di approfondimento nella fase di merito.

La decisione

Il TAR ha accolto l'istanza cautelare e ha sospeso i provvedimenti impugnati. Ha ritenuto che le censure della ricorrente richiedessero un esame approfondito incompatibile con la fase cautelare e ha ravvisato un pregiudizio grave e irreparabile, consistente nel rischio che l'immediata esecuzione della revoca costringesse la società a interrompere l'attività imprenditoriale, con conseguente rischio di fallimento. Nel bilanciamento degli interessi, il Collegio ha considerato che il dissesto della società avrebbe potuto arrecare pregiudizio anche all'amministrazione, compromettendo il recupero delle imposte dovute. La trattazione del merito è stata fissata per il 22 aprile 2027; le spese della fase cautelare sono state riservate al definitivo.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La disposizione costituisce il fondamento della tutela cautelare collegiale; nel caso concreto il giudice ha ritenuto necessario sospendere gli atti impugnati in presenza di un pregiudizio grave e irreparabile e in attesa dell'approfondimento delle censure nel merito.

Massime di principio

  • In sede cautelare, quando le censure dedotte richiedono un approfondimento incompatibile con la cognizione sommaria, il giudice può concedere la tutela interinale se riscontra un pregiudizio grave e irreparabile derivante dall'immediata esecuzione dell'atto.
  • Il rischio di interruzione dell'attività imprenditoriale e di conseguente fallimento può integrare il periculum in mora necessario per la sospensione cautelare di un provvedimento amministrativo.
  • Nel bilanciamento cautelare degli interessi, il pregiudizio economico per il privato può essere comparato anche con l'interesse finanziario dell'amministrazione al recupero delle imposte: il possibile dissesto dell'operatore può infatti compromettere tale recupero.

Come è indicizzato

MaterieAutotutelaTutela cautelare
RamiProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelarePonderazione degli interessi e interesse pubblicoDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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