Ordinanza n. 4215/2026 - Roma, Sezione 4B
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del decreto del Direttore Generale della Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici, la Formazione del Personale Scolastico e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione - Ufficio V, dott.ssa Antonella Tozza, di rigetto della domanda di riconoscimento n. 38454, prot. n. 22622 del 31 maggio 2024, presentata dalla ricorrente per il riconoscimento del titolo “Master en Atención a las Necesidades Específicas de Apoyo Educativo en Educación Infantil y Primaria” rilasciato in data 13 maggio 2024 da EUROINNOVA INTERNATIONAL ONLINE EDUCATION, ai fini della specializzazione per il sostegno didattico agli alunni con disabilità per le scuole dell'infanzia e primaria (codici ADAA - ADEE); di ogni atto presupposto, connesso e conseguente, ivi incluso il parere del Ministero dell'Università e della Ricerca prot. DGINTCO n. 16910 del 12 dicembre 2025, nonché il quesito IMI n. 631448.1 del 23 aprile 2024 e relativo riscontro dell'autorità spagnola;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del riconoscimento di un titolo formativo conseguito in Spagna ai fini della specializzazione per il sostegno didattico nelle scuole dell'infanzia e primaria
Esito
Favorevole al ricorrente (docente con titolo estero)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione, il decreto ministeriale di rigetto della domanda di riconoscimento del titolo spagnolo denominato “Master en Atención a las Necesidades Específicas de Apoyo Educativo en Educación Infantil y Primaria”, nonché gli atti presupposti, incluso il parere del Ministero dell'Università e della Ricerca, il quesito IMI e il riscontro dell'autorità spagnola. In sede cautelare ha dedotto, secondo quanto emerge dalla motivazione, l'inadeguata valutazione della documentazione relativa all'iter formativo svolto all'estero e dell'esperienza professionale maturata nel settore, nonché l'illegittimità delle argomentazioni ostative fondate sull'assenza di natura abilitante del titolo e sulle divergenze tra i programmi formativi. La controversia riguarda anche la necessità di considerare la disciplina europea sul riconoscimento dei titoli professionali, la circolazione dei lavoratori e la possibilità di superare le differenze formative mediante misure compensative. La ricorrente ha inoltre rappresentato il pregiudizio derivante dal contratto di insegnamento sul sostegno, già svolto a tempo determinato e confermato per l'anno scolastico 2026/2027.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha confermato il precedente decreto cautelare di accoglimento, sospendendo il provvedimento di diniego del riconoscimento del titolo conseguito in Spagna. Il Collegio, con valutazione propria della fase cautelare, ha rilevato che l'amministrazione non sembrava avere adeguatamente valutato la documentazione completa dell'iter formativo estero e l'esperienza professionale della ricorrente. Ha inoltre considerato già risolte dall'Adunanza plenaria le obiezioni relative all'assenza di natura abilitante del titolo, ha richiesto una motivazione rigorosa sulle divergenze tra i programmi formativi, in ragione degli obblighi e degli obiettivi del diritto europeo sul riconoscimento delle qualifiche professionali, e ha osservato che le differenze formative possono essere superate mediante adeguate misure compensative. Il periculum è stato ravvisato anche nella titolarità di un contratto di insegnamento sul sostegno, con scadenza al 30 giugno 2026 e confermato per l'anno scolastico 2026/2027. È stata fissata l'udienza pubblica di merito per il 21 aprile 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione dei divergenti orientamenti giurisprudenziali.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Sussistendo fumus boni iuris e periculum in mora, la norma consente la concessione della tutela cautelare mediante sospensione dell'efficacia del provvedimento impugnato.
principi del diritto dell'Unione europea sul riconoscimento dei titoli professionali
Le divergenze formative devono essere valutate con motivazione rigorosa, tenendo conto degli obiettivi di rafforzamento del mercato interno e di libera circolazione dei lavoratori; le differenze possono essere superate mediante misure compensative adeguate.
Massime di principio
- Nel procedimento di riconoscimento di un titolo professionale conseguito all'estero, l'amministrazione deve valutare complessivamente la documentazione relativa all'intero percorso formativo e l'esperienza professionale maturata nel settore di riferimento.
- Il diniego di riconoscimento fondato sulle divergenze tra i programmi formativi deve essere sorretto da una motivazione rigorosa e specifica, considerata la disciplina europea sul riconoscimento delle qualifiche professionali e la finalità di favorire la libera circolazione dei lavoratori.
- Le differenze tra la formazione acquisita nello Stato d'origine e quella richiesta nello Stato ospitante non impongono necessariamente il diniego del riconoscimento, potendo essere superate mediante adeguate misure compensative.
- In sede cautelare, il pregiudizio derivante dalla perdita o dalla mancata prosecuzione di un incarico di insegnamento sul sostegno può concorrere a integrare il periculum in mora, quando l'incarico sia documentato e la sua prosecuzione risulti attuale o confermata.
- La mancanza di natura abilitante del titolo estero non può essere posta a fondamento del diniego nei termini già esclusi dalla giurisprudenza dell'Adunanza plenaria richiamata dal giudice.
Come è indicizzato
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