Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20243/2024 del 22/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Marchi impugna l'ordinanza del Tribunale di Bologna che ha rigettato il riesame del decreto con cui il G.i.p. aveva convalidato il sequestro preventivo disposto dal P.M. su sei orologi (valore complessivo €76.606,56) per il reato di contrabbando (art. 292 d.P.R. 23/01/1973 n.43). Il ricorrente deduce un unico motivo: violazione di legge per insussistenza del requisito dell'urgenza che avrebbe legittimato l'intervento immediato del P.M., e perciò la nullità dei provvedimenti del G.i.p. e del Tribunale del riesame.

La decisione

La Corte dichiara il ricorso inammissibile. Motivi: il motivo proposto è generico e quindi inammissibile; il sequestro preventivo 'impeditivo' ex art. 321, comma 1 c.p.p. è distinto per natura e finalità dal sequestro probatorio e può essere disposto anche su beni già assoggettati a sequestro probatorio annullato; il provvedimento del G.i.p. è adottato autonomamente e non è vincolato ai requisiti di urgenza del decreto del P.M.; inoltre la convalida del decreto provvisorio del P.M. non è impugnabile. Conseguenze pratiche: rigetto del ricorso, condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di €3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.P.R. 23 gennaio 1973 n. 43, art. 292

    Norma sostanziale sul contrabbando: i beni sequestrati sono stati contestati come oggetto del reato di contrabbando, giustificando il sequestro e l'eventuale confisca.

  • codice di procedura penale, art. 321, comma 1

    Consente il sequestro preventivo di natura impeditiva; la Corte interpreta che questo sequestro è diverso dal sequestro probatorio e può essere disposto anche su beni già sottoposti a sequestro probatorio annullato.

  • d.l. n. 137 del 2000, art. 23, comma 8

    Richiamato proceduralmente per la definizione del ricorso (modalità di definizione del procedimento), come indicato in testúta.

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo 'impeditivo' (art. 321 c.p.p.) per finalità di confisca è distinto dal sequestro probatorio: hanno finalità e presupposti diversi e possono coesistere anche su stessi beni.
  • L'intervento urgente del Pubblico Ministero (decreto di sequestro d'urgenza) richiede la valutazione del requisito dell'urgenza, ma la successiva convalida/autonoma adozione del provvedimento da parte del G.i.p. è un atto indipendente non necessariamente vincolato agli stessi requisiti di urgenza.
  • La convalida da parte del giudice del decreto provvisorio del P.M. è in prospettiva non impugnabile direttamente, perciò le censure generiche sulla procedura d'urgenza rischiano di essere inammissibili in Cassazione se non debitamente specificate e motivate.
  • Chi impugna deve formulare motivi specifici e giuridicamente circostanziati: censure generiche sulla "illegittimità della procedura d'urgenza" sono facilmente dichiarate inammissibili.
  • Quando vi sia il rischio concreto di dispersione o alienazione di beni di elevato valore, l'autorità procedente può legittimamente ritenere sussistente il periculum in mora ai fini del sequestro preventivo finalizzato alla confisca.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.