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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29869/2025 del 28/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per vizio della motivazione e travisamento della prova: il ricorrente contestava che il giudice non avesse considerato la deposizione del teste Alessio Banchero, il quale aveva dichiarato di possedere le chiavi dello scooter e di averle consegnate ai carabinieri al momento della perquisizione. Sulla base di ciò il ricorrente sosteneva che non poteva aver azionato il clacson (necessario il quadro acceso mediante chiave) e che quindi l'attribuzione del ruolo di "vedetta" a suo carico era illogica e infondata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la censura insistesse su valutazioni di fatto e sulla valutazione di attendibilità delle fonti probatorie, materie riservate al giudice di merito. La Corte d'appello aveva esaminato le dichiarazioni del Banchero e le aveva ritenute non credibili (anche perché il Banchero si era dato alla fuga insieme ad altri, mostrando comunanza di interessi). Pertanto la sentenza di merito è stata considerata sorretta da motivazione congrua e razionale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 110

    Applicata per la concorso di persone nel reato: il ricorrente è stato ritenuto parte nell'illecito in concorso con altri

  • D.P.R. 309/1990, art. 73, comma 1

    Norma sostanziale sulla disciplina degli stupefacenti, utilizzata per la qualificazione della condotta sanzionata (detenzione/occulata sostanza stupefacente)

  • Cass. Sez. U, 13/12/1995, "Clarke" (Rv. indicato in motivazione)

    Principio richiamato: la Corte di legittimità non sostituisce la valutazione probatoria del giudice di merito, potendo verificare solo la congruità e logica della motivazione

  • Cass. Sez. U, 25/11/1995, "Facchini" (Rv. indicato in motivazione)

    Ulteriore principio richiamato: le scelte di merito sull'attendibilità probatoria, se razionali e ben motivate, sono insindacabili in Cassazione

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non è luogo per riconsiderare la valutazione di fatti e la credibilità dei testimoni: tali questioni restano alla competenza del giudice di merito e possono essere sindacate in Cassazione solo se la motivazione è illogica, contraddittoria o manifestamente insufficiente
  • Se si intende contestare una valutazione di fatto in sede di legittimità, è necessario dimostrare vizi formali, contraddizioni interne nella motivazione o errori di diritto; la mera diversa lettura delle stesse prove non basta
  • La credibilità di un teste può essere disattesa dal giudice di merito per ragioni connesse al suo comportamento (es. fuga alla vista delle forze dell'ordine) o per comunanza di interessi con l'imputato; tale valutazione deve risultare dalla motivazione per essere sindacabile
  • Per contestare efficacemente in futuro una attribuzione di ruolo (es. "vedetta") è utile produrre elementi obiettivi e documentali che smentiscano la condotta contestata (es. registrazioni, testimonianze corroboranti, prova che il mezzo non poteva emettere suono senza le chiavi), oppure evidenziare vizi procedurali nella acquisizione delle prove
  • In sede di appello e cassazione conviene concentrarsi su profili di diritto, vizi del procedimento o omissioni motivazionali, piuttosto che su ricostruzioni probatorie alternative prive di elementi nuovi

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