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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32098/2024 del 06/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore impugnava l'ordinanza del Tribunale di Lecco che aveva dichiarato la nullità del decreto di citazione per giudizio direttissimo emesso nei confronti di Nardi per il reato di lesioni personali aggravate dall'uso di un'arma (spranga in ferro). Il PM sosteneva che tale reato rientrasse nella nozione di "reati concernenti le armi e gli esplosivi" ai sensi dell'art. 12-bis d.l. 8 giugno 1992, n. 306, per giustificare il rito direttissimo, e che la declaratoria di nullità avesse determinato un'illegittima stasi del procedimento.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che l'art. 12-bis non comprenda i reati in cui l'arma ha rilievo solo come circostanza aggravante e non come oggetto centrale della fattispecie; il termine "concernenti" implica un rapporto diretto con l'arma (detenzione, porto, trasporto, ecc.). Inoltre la Corte ha escluso che la declaratoria di nullità abbia determinato una stasi processuale: la restituzione degli atti al PM non paralizza il procedimento, che può proseguire con il rito ordinario (e nel caso concreto il PM ha comunque proseguito con le indagini).

Norme richiamate

  • art. 12-bis d.l. 8 giugno 1992, n. 306 (conv. L. 7 agosto 1992, n. 356)

    La nozione di "reati concernenti le armi e gli esplosivi" non comprende i reati in cui l'arma è meramente circostanziale o aggravante; riguarda invece reati che hanno come oggetto o fulcro l'arma (es. detenzione, porto, traffico).

  • art. 4 L. 110/1975

    Citato dal PM per sostenere una presunta arbitrarietà se il rito direttissimo è applicabile ai reati specifici di armi ma non alle lesioni commesse con armi; la Corte non ha ritenuto che ciò imponga automaticamente l'estensione del direttissimo alle lesioni aggravate dall'uso dell'arma.

Massime di principio

  • La categoria dei "reati concernenti le armi e gli esplosivi" va interpretata come riferita a reati il cui oggetto o nucleo essenziale è l'arma (detenzione, porto, traffico), non a reati in cui l'arma interviene solo come circostanza aggravante.
  • La scelta del rito direttissimo ex art. 12-bis non è automaticamente obbligatoria ogni volta che è presente un'arma nella fattispecie: occorre valutare se l'arma sia centrale o solo accessoria al reato.
  • La declaratoria di nullità del decreto di citazione per direttissimo pronunciata dal giudice monocratico non determina di per sé un'abnormità sanzionabile né una paralisi del procedimento, dato che il PM può riprendere l'azione con il rito ordinario e proseguire le indagini.
  • L'argomento di analogia con i reati disciplinati dalla L.110/1975 non basta a estendere automaticamente il rito direttissimo: è necessaria una valutazione sostanziale della natura del reato.
  • Nelle ipotesi in cui l'arma rilevi come circostanza aggravante, le esigenze probatorie e di approfondimento (es. verifica delle conseguenze sulla persona offesa) possono giustificare l'adozione del rito ordinario anziché del direttissimo.

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