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Sentenza

Sentenza n. 6551/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per l'Abruzzo (Sezione Prima) n. 132/2024.

Giustizia amministrativa202404691

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Abruzzo n. 132/2024, che aveva dichiarato inammissibile il ricorso contro il diniego di rilascio del permesso di costruire

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia traeva origine dall’impugnazione, da parte della società proprietaria originaria, di un diniego di rilascio del permesso di costruire relativo a un fabbricato. Nel corso del giudizio la società ricorrente era stata dichiarata fallita e il processo era stato interrotto. La società appellante aveva quindi riassunto il giudizio, assumendo di essere successore a titolo particolare della ricorrente per avere acquistato l’area edificabile. Il TAR aveva dichiarato inammissibile il ricorso. In appello sono stati dedotti error in iudicando, travisamento, violazione del giusto procedimento e ingiustizia manifesta, sostenendo la legittimazione della società acquirente alla prosecuzione del giudizio e chiedendo la riforma della sentenza con annullamento del diniego di permesso di costruire.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello e confermato l’esito di inammissibilità del ricorso originario. Dalla documentazione prodotta dalla stessa appellante risultava che l’area era stata acquistata il 16 aprile 2014, mentre il ricorso era stato proposto nell’ottobre 2015. Pertanto, alla data di proposizione del ricorso, la società Immobiliare AT s.r.l. aveva già perduto la proprietà dell’area e non era più titolare della legittimazione attiva. La clausola relativa al pagamento del prezzo subordinato all’approvazione comunale del progetto non configurava una condizione sospensiva del trasferimento della proprietà, poiché l’atto stabiliva che la vendita produceva immediatamente effetti sia per la proprietà sia per il possesso; la condizione riguardava soltanto il pagamento del prezzo. Di conseguenza, la società originaria aveva agito quando era già priva di legittimazione e la successiva riassunzione da parte dell’acquirente non poteva sanare tale originaria carenza. Le spese sono state compensate per giusti motivi legati alla natura delle questioni esaminate.

Norme richiamate

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    Disciplina lo svolgimento da remoto dell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato; non incide sulla decisione di merito.

Massime di principio

  • La legittimazione attiva a impugnare un provvedimento amministrativo deve sussistere al momento della proposizione del ricorso; la perdita della titolarità della posizione sostanziale prima di tale momento determina il difetto di legittimazione del ricorrente originario.
  • La successiva acquisizione del bene o della posizione sostanziale da parte di un terzo non consente di riassumere validamente un giudizio originariamente instaurato da un soggetto privo di legittimazione attiva.
  • Quando un contratto di compravendita stabilisce che il trasferimento produce immediatamente effetti quanto alla proprietà e al possesso, una clausola che subordina il pagamento del prezzo all’approvazione amministrativa del progetto non sospende il trasferimento della proprietà, salvo che dal contratto risulti diversamente.
  • La condizione riferita esclusivamente all’adempimento dell’obbligazione di pagamento del prezzo non incide sull’immediata efficacia traslativa della compravendita.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrere

Testo integrale

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