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Cassazione Penale, Ordinanza n. 04726/2025 del 05/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna pronunciata in primo grado all'esito di giudizio abbreviato per tentato furto in abitazione aggravato, con esclusione della recidiva contestata e riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. Con l'unico motivo deduceva violazione di legge per la mancata riqualificazione del fatto in tentato furto semplice, sostenendo che il luogo in cui era avvenuto il tentativo non potesse essere considerato pertinenza dell'abitazione. La censura è stata ritenuta in parte fattuale, in parte manifestamente infondata e comunque aspecifica, perché la Corte territoriale aveva già motivato nel senso che ripostiglio e giardino costituivano pertinenze della privata dimora, funzionalmente connesse alle attività abitative, e perché il ricorso si soffermava sulla sottrazione di foglie di palma mentre la refurtiva accertata era costituita da attrezzi da lavoro.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la doglianza sulla qualificazione giuridica del fatto fosse manifestamente infondata, alla luce del consolidato orientamento secondo cui, nel furto in abitazione, la nozione di pertinenza comprende anche beni o spazi funzionalmente asserviti all'immobile principale, senza necessità di contiguità fisica. Ha inoltre rilevato l'aspecificità del motivo, perché non correlato al contenuto della sentenza impugnata. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 624 c.p.

    richiamato per escludere la riqualificazione in furto semplice, poiché il fatto è stato ritenuto commesso in ambito pertinenziale dell'abitazione e quindi non riconducibile alla fattispecie meno grave invocata dalla difesa.

  • art. 625 c.p.

    norma implicata dalla qualificazione del fatto come furto in abitazione aggravato; la Corte conferma che la condotta resta sussumibile nella figura aggravata e non può essere degradata a furto semplice.

Massime di principio

  • Nel furto in abitazione, la nozione di pertinenza della privata dimora va intesa in senso funzionale: rientrano anche spazi o beni che, pur non contigui fisicamente all'abitazione, siano durevolmente asserviti al suo servizio o ornamento e le arrechino una diretta utilità economica.
  • Ai fini della qualificazione del fatto, non è necessaria una contiguità materiale tra immobile principale e pertinenza; è sufficiente il nesso funzionale e strumentale con l'abitazione.
  • In cassazione il motivo è inammissibile quando veicola censure di fatto o risulta aspecifico, cioè non si confronta con la reale motivazione della sentenza impugnata e con il fatto storico accertato.
  • La richiesta di riqualificazione del reato in una fattispecie meno grave non può essere accolta se il giudice di merito ha già motivato in modo coerente sulla natura pertinenziale del luogo offeso e la censura difensiva non incrina tale percorso argomentativo.

Come è indicizzato

MaterieFurtoImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale

Testo integrale

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