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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15457/2024 del 15/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che aveva respinto l'appello avverso il rigetto dell'istanza di revoca o sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere. Le censure indicavano: lettura "atomistica" degli indizi e mancato riconoscimento della loro novità; violazione di legge e carenza/illogicità della motivazione, con argomenti contraddittori rispetto alle prove acquisite; omissione di valutazione delle note difensive depositate il 29 dicembre 2023; contestazione del mancato confronto con il superamento della presunzione ex art. 275 cod.proc.pen.. Successivamente il difensore, con ratifica della parte, ha comunicato la rinunzia al ricorso per sopravvenuta carenza di interesse a seguito della concessione degli arresti domiciliari all'indagata.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per rinunzia, ritenendo efficace la dichiarazione sottoscritta dal difensore e ratificata dalla parte. Pur osservando che la rinuncia era basata su una presunta sopravvenuta carenza di interesse (per la scarcerazione), la Corte ha rilevato che tale carenza non sussisteva pienamente perché la misura cautelare non era revocata ma sostituita con gli arresti domiciliari. Nonostante ciò, la rinuncia ha portato all'inammissibilità dell'impugnazione. La Corte ha altresì condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare euro 1000 alla cassa delle ammende, motivando la sanzione con il grado di colpa nella proposizione dell'impugnazione e con il breve intervallo di tempo intercorso tra la sostituzione della misura (29 marzo 2024) e la comunicazione della rinuncia (8 aprile 2024).

Norme richiamate

  • art. 275 cod. proc. pen.

    La ricorrente invocava il superamento della presunzione prevista dall'art. 275 c.p.p.; dalla motivazione emerge che il Tribunale del riesame non si sarebbe confrontato adeguatamente con tale deduzione, ma la Corte di Cassazione non si è pronunciata sul merito perchè ha dichiarato inammissibile il ricorso per rinunzia.

  • rinunzia all'impugnazione (principio procedurale)

    La dichiarazione di rinunzia all'impugnazione, proposta dal difensore e ratificata dalla parte, rende l'impugnazione inammissibile, a prescindere dalle motivazioni addotte; la Corte ha applicato tale principio nel caso concreto.

Massime di principio

  • Una rinunzia all'impugnazione sottoscritta dal difensore e ratificata dalla parte determina l'inammissibilità del ricorso, indipendentemente dal merito delle questioni sollevate.
  • Prima di dichiarare la rinuncia è opportuno verificare effettivamente la sopravvenuta carenza di interesse: se permangono profili rilevanti (es. sostituzione della misura con arresti domiciliari), la ragione di interesse potrebbe non essere negata e la rinuncia potrebbe essere scrutinata dalla Corte.
  • La rinuncia comunicata in ritardo o dopo un breve intervallo rispetto a fatti intervenuti può comportare sanzioni economiche se ritenuta frutto di negligenza o colpa nella proposizione dell'impugnazione.
  • Se l'impugnazione solleva questioni anche diverse dalla mera carcerazione (es. gravità indiziaria), la parte dovrebbe valutare se la rinuncia pregiudichi la tutela di tali profili prima di ratificarla.
  • È buona prassi formalizzare con chiarezza le ragioni della rinuncia e verificare con il difensore tutte le conseguenze processuali e sostanziali, per evitare condanne per spese e ammende.
  • La Corte di Cassazione, quando si trova di fronte a una rinuncia valida, non entra nel merito delle censure sostanziali; pertanto, eventuali vizi di motivazione del giudice a quo potrebbero rimanere non esaminati.

Testo integrale

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