Ordinanza n. 146/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Lazio - Latina, Sez. II, che aveva respinto il ricorso di primo grado in materia di abusi edilizi sanzionati con ordinanze di demolizione
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'appellante ha chiesto in via incidentale la sospensione dell'efficacia della sentenza di primo grado, deducendo implicitamente la sussistenza dei presupposti cautelari per la riforma o sospensione della decisione. Dal testo non risultano specificamente articolati i motivi di appello nel merito. Il Consiglio di Stato ha rilevato, ai fini del fumus boni iuris, che gli abusi erano reiterati nel tempo, che erano già stati sanzionati con ordinanze di demolizione rimaste ineseguite e che gli interventi risultavano realizzati su area demaniale sottoposta anche a vincoli paesaggistico e idrogeologico.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto l'istanza cautelare di sospensione dell'efficacia della sentenza del TAR, ritenendo insussistente il necessario fumus boni iuris. La valutazione negativa è stata fondata sulla reiterazione degli abusi, sulla precedente adozione di ordinanze di demolizione rimaste ineseguite e sulla localizzazione degli interventi su area demaniale gravata da vincoli paesaggistico e idrogeologico. Non è stata svolta una decisione definitiva sui motivi di merito dell'appello. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
La disposizione è richiamata quale base della domanda cautelare in appello e del potere del giudice di sospendere l'efficacia della sentenza impugnata; l'istanza è stata respinta per carenza del fumus boni iuris.
Massime di principio
- La sospensione cautelare dell'efficacia di una sentenza appellata richiede la presenza dei presupposti cautelari, tra cui un fumus boni iuris valutabile alla luce delle circostanze concrete della controversia.
- La reiterazione di abusi edilizi già colpiti da ordinanze di demolizione rimaste ineseguite costituisce elemento idoneo a escludere, in sede cautelare, il necessario fumus boni iuris dell'appello.
- La realizzazione di interventi abusivi su area demaniale sottoposta a vincoli paesaggistico e idrogeologico rappresenta un ulteriore elemento ostativo alla concessione della tutela cautelare.
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