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Cassazione Civile, Ordinanza n. 36202/2023 del 28/12/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (lavoratore)

La controversia

La controversia riguarda la liquidazione della quota di pensione di anzianità totalizzata a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti dell'INPS, in presenza di contribuzione anche presso altra cassa professionale. I giudici di merito avevano ritenuto che, per i periodi anteriori al 31.12.1995, nella determinazione della quota pensionistica con metodo retributivo/opzionale dovessero essere rivalutate fino alla domanda di totalizzazione non solo le contribuzioni ma anche le retribuzioni utili al calcolo. L'INPS ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, denunciando violazione dell'art. 4 d.lgs. 42/2006 e dell'art. 2 d.lgs. 180/1997, sostenendo che la rivalutazione avrebbe dovuto riguardare solo i contributi già determinati e non anche le retribuzioni, per evitare una duplicazione di rivalutazione. Il lavoratore ha resistito con controricorso, difendendo l'interpretazione accolta nei gradi di merito.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso dell'INPS. Ha affermato che il testo dell'art. 4 d.lgs. 42/2006 è chiaro nel prevedere espressamente che "le retribuzioni su cui è calcolato il montante sono rivalutate fino alla data della domanda di totalizzazione". Pertanto, la rivalutazione riguarda le retribuzioni e opera indipendentemente dalla successiva rivalutazione/capitalizzazione dei contributi prevista dal diverso meccanismo del d.lgs. 180/1997. La Corte ha ritenuto infondata la doglianza sulla pretesa duplicazione, rilevando che si tratta di operazioni diverse: l'una è adeguamento al costo della vita delle retribuzioni, l'altra è capitalizzazione dei contributi secondo la variazione media quinquennale del PIL. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento dell'ulteriore contributo unificato, se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 4 d.lgs. 42/2006

    "le retribuzioni su cui è calcolato il montante sono rivalutate fino alla data della domanda di totalizzazione"

    La disposizione impone la rivalutazione delle retribuzioni utilizzate per il calcolo del montante nella totalizzazione, non limitandosi ai soli contributi.

  • art. 2 d.lgs. 180/1997

    La Corte lo richiama per distinguere il diverso meccanismo di rivalutazione/capitalizzazione dei contributi, basato sulla variazione media quinquennale del PIL.

  • art. 13, comma 1 quater, DPR n. 115/2002

    Viene richiamato per dare atto dei presupposti processuali del raddoppio del contributo unificato, se dovuto.

Massime di principio

  • Nella liquidazione della pensione in regime di totalizzazione, quando la norma applicabile prevede la rivalutazione delle retribuzioni su cui è calcolato il montante, tale rivalutazione non può essere esclusa in via interpretativa in favore della sola rivalutazione dei contributi.
  • La rivalutazione delle retribuzioni e la rivalutazione/capitalizzazione dei contributi rispondono a funzioni diverse e possono coesistere senza integrare una duplicazione indebita: la prima adegua le retribuzioni al costo della vita, la seconda capitalizza i contributi secondo il parametro legale previsto.
  • In presenza di un testo normativo chiaro, la lettura conforme al dato letterale prevale su interpretazioni restrittive che svuoterebbero la previsione espressa di efficacia pratica.

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