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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37205/2024 del 09/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Sciancalepore ha impugnato l'ordinanza del GIP che aveva rifiutato di riconoscere la continuazione tra due condanne per rapina (artt. 110, 628 c.p.) commesse il 29/05/2014 e l'11/06/2014. Il ricorrente sosteneva che, nonostante la distanza geografica tra i luoghi (65 km), sussistessero indici significativi di un medesimo disegno criminoso: omogeneità dell'obiettivo (istituti di credito), analogia del modus operandi (repartizione dei ruoli, travisamento, vedetta esterna), medesima vettura per la fuga (Lancia Lybra) e contiguità temporale; il GIP aveva invece escluso la continuazione valorizzando la distanza e la mancata identità di tutti i correi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato nei limiti indicati, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando il procedimento al Tribunale di Potenza in diversa persona per un nuovo esame. I giudici hanno ritenuto che il GIP non ha adeguatamente motivato la sua valutazione: ha sovrastimato la rilevanza della distanza di 65 km e non ha approfondito le analogie del modus operandi e gli altri indicatori che, pur non essendo tutti contemporaneamente presenti, potevano risultare significativi per riconoscere la continuazione. La decisione richiama la necessità di valutare complessivamente tutti gli indici indicati dalla giurisprudenza e di motivare in modo congruo l'esclusione della continuazione.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen. (continuazione)

    art. 81, comma secondo, cod. pen.

    La norma sulla continuazione va applicata anche in sede di esecuzione previa valutazione di concreti indicatori che attestino un medesimo disegno criminoso; non è sufficiente la presenza isolata di un indice se i reati successivi appaiono determinazioni estemporanee.

  • Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017, Rv. 270074 - 01

    Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017, Rv. 270074 - 01

    Fornisce i criteri guida per il riconoscimento della continuazione (omogeneità delle violazioni e del bene protetto, contiguità spazio-temporale, modalità della condotta, sistematicità, programmazione almeno nelle linee essenziali), da applicare anche in sede di esecuzione.

  • Sez. 2, n. 10539 del 10/02/2023, Rv. 284652-01

    Sez. 2, n. 10539 del 10/02/2023, Rv. 284652-01

    Ribadisce che il giudice dell'esecuzione deve desumere il medesimo disegno criminoso da elementi indizianti e che l'esistenza anche di alcuni indici, purché significativi, può essere sufficiente.

  • Sez. 1, n. 17878 del 25/01/2017, Rv. 270196-01

    Sez. 1, n. 17878 del 25/01/2017, Rv. 270196-01

    Anche questa giurisprudenza conferma l'elenco di indici utili per valutare la continuazione e sottolinea la necessità di una valutazione complessiva e motivata.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione richiede una valutazione complessiva di più indicatori (omogeneità del bene protetto, contiguità spazio-temporale, analogia del modus operandi, costante compartecipazione di soggetti, sistematicità) e non può basarsi su un solo elemento isolato.
  • La distanza geografica tra i luoghi di consumazione non è di per sé determinante: anche 65 km possono essere compatibili con un medesimo disegno criminoso se sussistono altri indici significativi.
  • L'analogia del modus operandi (stesse tipologie di obiettivo, ruoli distribuiti similmente, medesimi strumenti o mezzi di fuga) costituisce un indicatore rilevante e, se significativa, può compensare la mancata identificazione completa dei correi.
  • Il giudice dell'esecuzione deve motivare puntualmente ogni motivo per escludere la continuazione e valutare tutti gli indicatori richiamati dalla giurisprudenza; una motivazione lacunosa è soggetta ad annullamento in Cassazione con rinvio.
  • In situazioni simili, la difesa dovrebbe documentare e sottolineare tutte le analogie fattuali e temporali tra gli episodi (modus operandi, mezzi, ruoli, brevità dell'intervallo temporale, scelta degli obiettivi) per favorire il riconoscimento della continuazione.

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