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Sentenza

Sentenza del 17/01/2022 n. 312 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia

concordato fallimentare - legittimazione - diritti restitutori - pagamenti indebiti.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

impugnazione della legittimazione ad agire e domanda di recupero di diritti restitutori derivanti da pagamenti ritenuti indebitamente effettuati con prelievo delle attività cadute nel concordato; questione se tali diritti siano stati trasferiti al terzo assuntore insieme alle attività cedute e se sussista il termine di prescrizione per l'azione di ripetizione

La decisione

il giudice ha ritenuto che il concordato, quando implica l'assunzione degli impegni da parte di un terzo e la cessione di tutte le attività, costituisce una scelta pattizia approvata dagli organi del fallimento e omologata dal tribunale; salvo espressa esclusione nei patti concordatari, anche i diritti restitutori (derivanti da pagamenti indebitamente effettuati a carico delle attività fallimentari) rientrano nel patrimonio trasferito al cessionario e pertanto questi è legittimato ad agire per la ripetizione. Quanto alla prescrizione, l'azione di ripetizione è soggetta al termine decennale; per i rimborsi relativi a crediti d'imposta legittimi si applica il termine ordinario di prescrizione

Norme richiamate

  • R.D. 16 marzo 1942 n. 267 (Legge fallimentare), artt. 124 e ss.

    il concordato con cessione delle attività e assunzione degli impegni comporta il trasferimento dell'intero complesso patrimoniale concordato, comprensivo dei diritti restitutori, salvo diversa previsione pattizia; l'approvazione degli organi del fallimento e l'omologazione del tribunale consolidano questa scelta convenzionale

  • DPR 29 settembre 1973 n. 602, art. 38

    rilevante in presenza di rapporti con l'Amministrazione finanziaria (es. ritenute, tributi) per definire l'ambito dei crediti e dei rimborsi; il diritto al rimborso di crediti d'imposta legittimi segue il termine ordinario di prescrizione

Massime di principio

  • Se il concordato prevede l'assunzione degli impegni da parte di un terzo e la cessione delle attività, il cessionario acquista anche i diritti restitutori connessi al complesso patrimoniale, salvo espressa esclusione nei patti concordatari
  • La legittimazione ad agire per la ripetizione di pagamenti indebitamente effettuati passa al terzo assuntore dopo l'approvazione degli organi fallimentari e l'omologazione del concordato
  • Per le azioni di ripetizione il termine di prescrizione è decennale; tuttavia, per rimborsi relativi a crediti d'imposta riconosciuti come legittimi si applicano le regole ordinarie di prescrizione (valutare i termini specifici applicabili)
  • In fase di negoziazione del concordato conviene prevedere espressamente la salvaguardia o l'esclusione di eventuali diritti restitutori per evitare controversie successive sulla legittimazione e sull'estensione del patrimonio ceduto
  • Prima di promuovere azioni di ripetizione il cessionario/cessionario dovrebbe: verificare i termini di prescrizione, documentare l'origine dei pagamenti contestati, controllare l'effettiva omologazione del concordato e valutare possibili conflitti con l'Amministrazione finanziaria
  • Le decisioni giurisprudenziali (cfr. Cass. sez. trib. n. 15568/2000; Cass. ord. n. 17903/2013; Cass. Civ. 7899/2012; Cass. Civ. 9524/2009) confermano l'orientamento secondo cui il trasferimento del complesso patrimoniale include i diritti di credito annessi, purché non esclusi espressamente

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